LA PALLA DI CANNONE LANCIATA SU ROMA

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palla di cannone

PALAZZO COLONNA: TRA ARTE BAROCCA E PROIETTILI

Lungo il percorso che ci accompagna per le sette sale del Palazzo Colonna, ci troviamo alla fine della Galleria davanti a un cimelio bellico che giace su una piccola scalinata, risalente al periodo della Repubblica Romana (1849): scagliata dal Gianicolo, durante i moti del ‘48/’49, la palla di cannone non ha mietuto vittime e lì è rimasta per tutti questi anni. Un segno violento della storia, in un luogo consacrato all’arte.

Gli anni 1848 e 1849 sono stati anni di importanti svolte politiche e sociali per l’intera Europa, in particolare per l’Italia, in cui si manifesta in maniera sempre più intensa il desiderio generale di unione. Durante questo arco di tempo si verifica un susseguirsi di eventi, che porteranno alla proclamazione della Repubblica Romana il 9 febbraio del 1849 (conosciuta anche con il nome di Seconda Repubblica Romana), tra i quali l’arrivo dei francesi a Roma e la famosissima battaglia del Gianicolo: le truppe straniere sbarcano a Civitavecchia nell’aprile del 1849, condotte dal Generale Nicolas Charles Victor Oudinot (nato nel 1791 e scomparso nel 1863), nelle vesti di alleati contro le forze austriache, in quel momento minaccia del territorio della Res Publica. Tuttavia, il nascente sentimento nazionalistico italiano non accetta più intrusioni straniere. Il 30 aprile del 1849 ha inizio la battaglia: Giuseppe Garibaldi (1807-1882) con i suoi 270 uomini si scaglia con coraggio contro l’esercito più potente e organizzato d’Europa, quello francese, sulla via Aurelia Antica, presso Villa Doria Pamphili e Villa Corsini, costringendolo alla ritirata e stabilendo una tregua, che le truppe straniere interrompono quasi subito annunciando un attacco per i primi giorni di giugno. L’offensiva viene fatta con anticipo e alle prime luci dell’alba: i francesi colgono di sorpresa i difensori della capitale, impadronendosi di Villa Corsini, e da questo momento ha inizio l’Assedio di Roma, che viene bombardata per circa un mese. La città ormai è devastata e vengono aperte due brecce per le quali passa l’esercito nemico inferendo l’ultimo e fatale colpo alla Repubblica Romana, che simbolicamente cade con alla morte di una delle figure più importanti del Risorgimento italiano, il patriota Luciano Manara (1825-1849).

Sono, ancora oggi, visibili numerose tracce di questo travagliato e violento momento storico. La cosiddetta “palla del miracolo”, nella chiesa di San Bartolomeo all’Isola Tiberina, sparata dai francesi dalla via Aurelia; il proiettile, commemorato da una targa, sulla parte sinistra della chiesa di San Pietro in Montorio; altri due all’ingresso di Villa Pamphili; un altro ancora in via del Corso, presso Palazzo De Carolis; un colpo di cannone ha lasciato il segno anche lungo le mura Aureliane, questa volta risalente al 1870, durante le battaglie per l’annessione di Roma al Regno d’Italia. Custoditi con cura, sono considerati veri e propri reperti storici.

Inviato da Luigi Napoleone Bonaparte (1808-1873), il Generale dell’esercito francese, Oudinot, ha ricoperto un importante ruolo nella Battaglia del Gianicolo, e anche lui ha lasciato il suo segno inconfondibile: entrato da Porta San Pancrazio, ordina ai suoi soldati di sparare un colpo di cannone dal Colle romano in direzione del Quirinale. Il proiettile, entrato da una finestra o dal tetto, ha percorso in lungo tutta la Galleria del Palazzo Colonna, gioiello del barocco romano, piombando sulla breve rampa di gradini di marmo, che divide la parte inferiore da quella rialzata, frantumandola. I principi Colonna hanno deciso di non rimuovere la sfera di piombo incastonata, al fine di tenere sempre vivo il ricordo di quell’evento.

Flavia De Michetti