LA LOBBY DI TELEFONIA ORDINA, L’EUROPA ESEGUE, IL GOVERNO CONCLUDE

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DOPO L’AUMENTO DELL’ELETTROSMOG, ARRIVA IL DECRETO LEGISLATIVO COMUNICAZIONI: AGEVOLAZIONI PER INSTALLARE ANTENNE 5G E DIRITTO ALL’USO DI CASE E TERRENI PER LA POSA DI CAVI E CONDUTTURE.

di Maurizio Martucci

La scusa accampata  dall’esecutivo Meloni  è quella di  “recuperare il ritardo accumulato nella realizzazione delle reti.” In realtà, l’operazione è più semplice da capire. La potente lobby delle multinazionali industriali ordina, l’Europa esegue, il Governo conclude: è questa, in sintesi, la filiera dell’operazione ‘aggiornamento Codice delle Comunicazioni elettroniche‘, approvato in  Consiglio dei Ministri  lo schema del prossimo  decreto legislativo,  proposto da  Adolfo Urso  (ministro delle Imprese e del made in Italy,  lo stesso che ha voluto l’art. 10 della legge 214 del 30.12.23 che dal 30 Aprile 2024 prevede l’innalzamento dell’elettrosmog in Italia).

Ulteriore svuotamento dei poteri dei Comuni, agevolazioni, semplificazioni e sbrurocratizzazione dell’iter per accelerare l’installazione di nuove antenne di telefonia mobile, diritto all’uso di case e terreni per far la posa di condutture, tubi e cavi.  E’ questa, in sostanza, la parte relativa al 5G inserita nel decreto legislativo.

Arriva la  “Segnalazione Certificata di Inizio Attività” al posto delle “dichiarazione”, “notifica” e “istanza” per le nuova antenne, l’autorizzazione  assorbe poi ogni valutazione di compatibilità delle opere infrastrutturali con la disciplina urbanistica ed edilizia e costituisce, pertanto, titolo unico per l’installazione.

Per la realizzazione degli impianti e delle opere necessarie, l’operatore, previa apposizione del vincolo preordinato all’esproprio da parte dell’autorità competente potrà esperire la procedura per l’emanazione del  decreto di esproprio. Inoltre, per le  opere accessorie  necessarie, l’operatore di comunicazione elettronica può accedere a tutte le parti comuni degli edifici al fine di installare, collegare e manutenere gli elementi di rete, i cavi, i fili, i riparti linee o simili apparati privi di emissioni elettromagnetiche a radiofrequenza.

In sostanza, dopo la legge che aumenta i limiti soglia d’inquinamento elettromagnetico, dal momento della promulgazione di questo decreto legislativo sarà più semplice piazzare antenne, più potenti, in tutta Italia. Con le case ridotte a mero passaggio di infrastruttura tecnologica.