Dal caucciù al nylon: oltre un secolo di innovazione

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Miglioramenti in protesi mobile attraverso l’evoluzione dei materiali
a cura di Alberto Nastri Odontotecnico
1°parte

Alberto Nastri Odontotecnico
Alberto Nastri
Odontotecnico

Lo sviluppo dei materiali usati in campo odontoiatrico ed odontotecnico per la realizzazione di protesi è da sempre in continua evoluzione. Come innumerevoli documentazioni dimostrano, l’uso di materiali dentali ricostruttivi è avanzato assieme alle arti creative ed al progresso svolto dalle industrie.

Già le antiche civiltà Etrusche e Fenicie preparavano ricostruzioni “protesiche” fisse e mobili con l’utilizzo di denti umani o di animali, tenuti in posizione tramite fili e bande metalliche.

In epoca romana le ricostruzioni erano in prevalenza “mobili” eseguite usando denti artificiali in osso ed avorio. Nella civiltà Maya molta importanza si dava alla bellezza, difatti in alcuni crani ritrovati sono stati rintracciati denti incisivi e canini incastonati con pietre di giada e turchese.
Un periodo scarso di innovazioni è quello del Medioevo.
In tempi più recenti un materiale molto usato nella realizzazione di protesi mobili è stato il caucciù, un materiale molto conosciuto soprattutto dalle popolazioni dell’Africa e dell’America centrale e meridionale. Il suo utilizzo cominciò ad essere applicato in campo protesico dopo la prima metà del 1700.

Essendo un estratto dal lattice di diverse piante, le Euforbiacee, diversi sono i tipi di caucciù. Quello più adatto nel campo odontoiatrico doveva contenere almeno il 30% di sostanza elastica. La comparsa delle prime resine acriliche per uso odontoiatrico risale ai primi del 1900 ma solo quando furono valutate sulle basi del loro comportamento fisico e chimico (resistenza alla corrosione, solubilità, imbibizione, conduttività termica) vennero accettate clinicamente ed iniziò l’utilizzo che è valido ancora oggi.

La tecnologia dentale è però sempre più attenta ad altri parametri clinici importanti ed imprescindibili, quali la biocompatibilità e l’atossicità dei materiali per la realizzazione delle protesi. Tra questi senz’altro si possono inquadrare i nylon termoplastici di ultima generazione.

I nylon possono essere utilizzati sia puri che “ibridi” i cosidetti Compound che contengono particelle sia di resina che di nylon . Questi ultimi materiali descritti sono in grado di soddisfare oltre alle esigenze funzionali (ripristino corretta masticazione) anche quelli estetici essendo invisibili all’interno del cavo orale.

La pratica quotidiana però ci suggerisce che affidarsi soltanto alle soluzioni innovative così come rimanere troppo legati a vecchie tecniche conduce spesso a degli insuccessi.
Quindi le innovazioni di tecniche e materiali devono essere accolte nella nostra professione come più che validi mezzi di supporto ma non come risoluzioni uniche delle problematiche protesiche.

Infatti la vasta gamma di materiali che vengono offerti dalla produzione dentale consente all’odontoiatra ed all’odontotecnico di proporre ad ogni paziente il tipo di protesi più adatta alla risoluzione del suo caso.