CONCERTO JOVANOTTI IN AREA PROTETTA: INSORGONO GLI AMBIENTALISTI

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IL FRAGILE ECOSISTEMA DELLA PALUDE DI TORRE FLAVIA
MESSO A RISCHIO DAL JOVA BEACH PARTY?

Il Jova beach Party mette a rischio il fragile ecosistema della Palude di Torre Flavia? È quello che temono gli ambientalisti da quando è stato annunciato che il nuovo tour di Jovanotti, il Jova Beach party 2019, farà tappa anche nel Lazio e precisamente a Ladispoli. La finalità del progetto, di cui il Wwf Italia è partner, sembrerebbe encomiabile: niente popò di meno che difendere il mare dalla plastica! Il cantante ha spiegato come il suo intento sia quello di realizzare un tour basato sull’ecosostenibilità per “lasciare la spiaggia meglio di come l’abbiamo trovata”. Belle parole certo. Ma i fatti? I fatti per ora ci dicono che la spiaggia prescelta per ammassarci 30 mila persone circa, tante sono le presenze previste per l’evento, non è una spiaggia qualunque, bensì quella di Torre Flavia, in piena area protetta, riconosciuta come Monumento Naturale. Stiamo parlando di un ecosistema duneale e palustre di vitale importanza e nello stesso tempo particolarmente vulnerabile, ricco di specie rare del mondo vegetale ed animale, in via di estinzione a causa di un progresso umano sempre più aggressivo ed invasivo.
“Organizzare un evento del genere in una località particolare come Torre Flavia è una grande scommessa, nessuno lo ha mai fatto prima. Ma insieme all’organizzazione abbiamo già fatto un sopralluogo e studiato nei dettagli la logistica. Prima di tutto sarà prestata la massima attenzione al Monumento Naturale della Palude, che a scopo precauzionale verrà resa completamente inaccessibile per l’occasione” ha dichiarato il sindaco di Ladispoli Alessandro Grando senza però riuscire minimamente a tranquillizzare le associazioni ambientaliste e quanti hanno a cuore l’area protetta. “E’ davvero inquietante che l’organizzazione di tale evento costituisca per il sindaco di Ladispoli “una grande scommessa mai fatta in precedenza” – ha dichiarato Cristiano Cimarelli, presidente del Comitato per la salvaguardia dell’Area Protetta di Torre Flavia – Un’oasi naturale così preziosa sarà trattata dunque alla stregua di una cavia per un esperimento mai fatto in precedenza senza alcuna valutazione scientifica seria sull’impatto ambientale?! Non riesco proprio a comprendere perché un apprezzato cantante che dice di amare la natura, voglia fare un concerto in un ambiente così delicato che si regge su un fragile equilibrio. Come tutti sanno anche il solo calpestare le dune da parte di poche persone, costituisce una minaccia per la sopravvivenza dell’Area Protetta. Figuriamoci cosa potrebbe accadere con 30 mila persone, che verrebbero radunate sulla spiaggia antistante la palude! E’ impossibile rendere completamente inaccessibile l’Oasi nella sua interezza ed impedire di calpestare le dune di una spiaggia lunga chilometri a una folla del genere. La musica a tutto volume, il fracasso causato dal concerto, le onde elettromagnetiche di migliaia di cellulari accesi, in orario notturno, proprio quando l’ecosistema palude necessita maggiormente di silenzio e tranquillità in armonia con i propri ritmi circadiani, che tipo di impatto avranno sulla fauna e l’avifauna? Quanti saranno gli animali che, spaventati e disorientati, si daranno alla fuga e si disperderanno andando incontro a morte certa? E l’impatto acustico sulla Torre Flavia è stato valutato dalla Sovraintendenza delle Belle Arti?
Il Wwf e Jovanotti queste preoccupazioni dovrebbero condividerle. Ma soprattutto non vedo per quale motivo non possa essere scelta una qualunque altra location che non vada a mettere a rischio un’area protetta di tal sorta.
L’associazione Lipu – rammenta Cristiano Cimarelli – che insieme con i volontari del progetto Chose Nature si sta prendendo cura di una delle tante specie che nidificano nella palude, quella del fratino, ha scritto una lettera a Jovanotti chiedendogli di cambiare la location della tappe di Ladispoli del Jova Beach Party per non dare fastidio a questa specie protetta. Chi risponde che non ci sono problemi, perché il concerto avverrà a nidificazione terminata, sembra del tutto ignorare che, affinché il fratino torni nelle stesse dune anche l’anno successivo, è indispensabile che non venga mai, e sottolineo mai, calpestata l’area della nidificazione in modo che la vegetazione non sia danneggiata. Rammento che l’Area Protetta, è protetta tutto l’anno, non solo nel periodo della nidificazione del fratino. Ricordo inoltre che sulle spiagge della Maremma, quando sono stati fatti interventi di pulizia meccanica ritenuti innocui, il fratino non è più tornato!!! Quelle che ad un occhio ignorante possono sembrare sterpaglie inutili, invece costituiscono l’habitat indispensabile e necessario in cui è possibile la nidificazione di questa specie in via di estinzione. Un habitat che una volta danneggiato, non può più essere ripristinato, in alcun modo. Fino ad oggi mai nessuno, nonostante i tentativi ci siano stati, è riuscito a ripristinare un ambiente duneale allo stato originale.
Inoltre, nella Palude di Torre Flavia, oltre al fratino, esistono altre specie rare, stanziali e migratorie (come i fenicotteri) che necessitano di essere tutelate.
Il giovane sindaco Grando sembra non avere chiaro il concetto di ecosistema duneale e lacustre e dell’equilibrio complesso su cui esso fonda la propria esistenza.
Sorge spontaneo il sospetto che gli interessi economici, turistici e di propaganda stiano valicando i limiti del buon senso e sicuramente del rispetto ambientale.
Jovanotti, che peraltro io stimo moltissimo come cantante, come ambientalista dovrebbe facilmente comprendere che un evento di tale portata può rappresentare una vera e propria mazzata per l’Area protetta.
Al momento – conclude Cristiano Cimarelli – resto in attesa di conoscere nel dettaglio il Piano Sicurezza e le Valutazione dell’Incidenza Ambientale di tutti gli Enti preposti alla tutela del Monumento Naturale e della Torre, a seguito di una regolare Conferenza dei Servizi che mi auguro sia stata già calendarizzata”.

Comitato per la salvaguardia
dell’Area Protetta di Torre Flavia