Ceta: “Un colpo di stato silenzioso”

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Il Parlamento europeo approva il Ceta. Trattato Ue-Canada,adesso tutto è nelle mani dei parlamenti dei singoli stati.

Via libera agli OGM, alle carni trattate con ormoni e cloro, uso intenso di pesticidi da anni vietati in Italia e in più, dopo l’approvazione del CETA spariranno l’80% delle nostre 280 DOP per lasciare spazio a prodotti importati con caratteristiche inferiori agli standard qualitativi validi fino a ieri in tutta Europa…Abbiamo perso ahimè una battaglia, ma non la guerra…Con 408 voti favorevoli, 254 contrari e 33 astenuti il
Parlamento Europeo ha di fatto approvato il CETA, un grosso accordo commerciale fra Unione Europea e Canada che vale diversi miliardi, contestato fino all’ultimo da destra e sinistra. Il CETA dovrà essere ratificato dal parlamento di ciascuno stato membro, ma nelle sue parti fondamentali entrerà in vigore già da aprile. Un nuovo passo avanti è stato fatto da un trattato scomodo che mette a rischio la democrazia, l’ambiente, la salute dei cittadini, la sopravvivenza delle piccole e medie imprese e persino i nostri risparmi. E, anche se la stampa italiana sembra censurare tutte le notizie sul Ceta c’è chi invece dice no e ci mette la faccia. Diverse sono state, infatti, le manifestazioni di protesta messe in atto davanti la sede dell’Eurocamera di Strasburgo contro l’accordo economico e commerciale globale siglato questa mattina. Il voto arriva con catene umane formate dagli attivisti di Greenpeace e dai vari contestatori scesi in campo per bloccare l’accesso al Parlamento delle auto e dei parlamentari e con pesanti minacce sul web nei confronti dei sostenitori del sì. È stata una sorta di battaglia a risiko dove in un primo momento si è alzato il polverone sul temuto trattato commerciale delle merci con gli Stati Uniti e mentre l’attenzione veniva calamitata sul TTIP colpito ed affondato negli ultimi tempi, c’è stato chi nell’ombra gettava le basi per quello che potremmo definire in fratello minore del TTIP ovvero il CETA e tesseva accordi improntati a dar via libera al nuovo simbolo del futuro delle politiche commerciali comunitarie. Che il Canada sia da sempre un paese scettico a riguardo delle denominazioni di qualità era una cosa risaputa fatto sta che adesso con il nuovo trattato si provvederà al riconoscimento di un corposo elenco di prodotti Dop e Igp europei in Canada. Una parte molto controversa del trattato riguarda le clausole per la “Risoluzione delle controversie tra investitore e stato, ISDS “Investor-state dispute settlemen. Si tratta di alcune clausole che consentono di fare causa a uno stato davanti a un arbitrato internazionale nel caso in cui un investitore ritenga di essere stato ingiustamente danneggiato. Uno dei suoi effetti principali invece sarà l’eliminazione della gran parte delle tariffe doganali tra Unione Europea e Canada, ma il trattato contiene anche molte altre disposizioni. Per esempio consente alle imprese europee di partecipare alle gare per gli appalti pubblici in Canada e viceversa. Si stabiliscono il reciproco riconoscimento di titoli professionali e nuove regole per proteggere il diritto d’autore e i brevetti industriali. L’accordo prevede anche la tutela del marchio di alcuni prodotti agricoli e alimentari tipici, una clausola fortemente richiesta dagli agricoltori europei (è stata una delle parti più lunghe e difficili del negoziato).Diretta la reazione del Movimento 5 Stelle e dell’UKIP, nettamente contrari, così come lo sono – per ragioni meno ideologiche – il gruppo Sinistra Unitaria Europea e persino alcuni parlamentari dei Socialisti e Democratici, uno dei tre gruppi “istituzionali” del Parlamento. Il dibattito avvenuto in Parlamento appena prima della sua approvazione, questa mattina, è stata l’occasione per avanzare le critiche più dure al trattato, più che altro per chiarire la propria posizione con i media. Non a caso alcune testate hanno riportato i dissensi di alcuni politici come Marine Le Pen, leader del partito francese di estrema destra del Front National,che nel suo discorso ha detto che l’approvazione del CETA «distruggerà centinaia di migliaia di posti di lavoro in Europa» e che i negoziati sono stati «occultati con cura a tutti i cittadini». A dare man forte al discorso della Le Pen sono stati anche gli interventi dell’eurodeputata del Movimento 5 Stelle Tiziana Beghin – che ha definito il CETA «un colpo di stato silenzioso» – e di Matteo Salvinidel leader della Lega Nord.