Cerveteri, amianto presente nel centro città: vie, edifici e proprietari

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Ci rivolgiamo a tutto il popolo degli ignavi, ovvero quelle persone che impigrite di volontà e forza morale dimenticano i propri diritti, auspicando in un risveglio.

Abbiamo già fatto presente alla ASL RM F di Civitavecchia, al Sindaco, all’assessore, al Consiglio comunale tutto, che l’amianto presente sul territorio di Cerveteri è concentrato principalmente nel centro urbano a ridosso di abitazioni.
Che si tratta del vecchio tipo di amianto e che per un fabbricato addirittura non è mai stata fatta alcuna manutenzione. Tanto più che il Sindaco di Cerveteri, Ing. Alessio Pascucci, nel 2013 sottoscrive il PIANO D’AZIONE PER L’ENERGIA SOSTENIBILE DEL COMUNE DI CERVETERI firmato il 28 gennaio 2013 ed approvato dal Consiglio Comunale n.4 del 29/01/2013, qui allegato, che sostanzialmente afferma un impegno preso con la provincia, con la Regione, con tutti gli altri Sindaci per la riduzione dell’inquinamento ambientale anche per le coperture in amianto, intenti rimasti nuovamente sulla carta che abbiamo deciso di fare conoscere a tutti, coinvolgendo sia la parte politica che quella amministrativa di ogni comune firmatario del patto dei Sindaci, affinché si comprenda che impegni così seri vanno mantenuti, viceversa, bisogna metterci la faccia e spiegare il perché delle mancate azioni, in questo caso ancora più compromettenti in quanto si tratta di salute pubblica e salvaguardia ambientale.
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Tuttavia va precisato che le autorità possono ordinare ai proprietari privati la bonifica e, questi, come nel caso di via San Pietro, ove veniva notificata ordinanza sindacale ai signori Podestà e Troiani,  veniva ignorata. La bonifica amianto negli edifici privati è un onere che grava esclusivamente sui proprietari, ciò nonostante i fabbricati in località San Pietro ( di Podestà e Troiani) e Fontana Morella (della Horti Caeretani srl), nonché le lastre sui o nei pressi dei serbatoi d’acqua a Campo di Mare (del Gruppo Bonifaci S.p.A. della Ostilia srl) continuano a star lì come se nulla fosse.
Qualora l’edificio o il manufatto presentino condizioni di degrado (come nei casi da noi segnalati) allora il proprietario ha l’obbligo di far effettuare una ispezione con annessa valutazione del rischio: per fare ciò è necessario avvalersi di un tecnico abilitato (o di un’impresa abilitata anch’essa). Qualora dovesse essere accertata la necessità di intervenire sull’amianto, come nel caso di via San Pietro, (in caso di pericolosità dei manufatti presenti come comunicato già dalla ASL RM 4 DI CIVITAVECCHIA AL SINDACO con nota n. 6382/2019 – doc. n. 24417/2019 ) stilata a seguito di sopralluogo della ASL  congiunto con la Polizia Locale di Cerveteri, veniva comunicato che : ” è stato appurato la presenza di una copertura in eternit … ” e che ” tale situazione possa essere causa di potenziali rischi per la sicurezza, l’igiene e sanità pubblica … “,  con ordinanza sindacale n. 47 del 12.09.2019 si ordinava la tipizzazione di materiale in presunto cemento amianto per l’immobile sito in via San Pietro/Via Don Minzoni mai eseguita,.
Di tutti i proprietari indicati (Podestà, Troiani, Horti Caeretani e Ostilia) nessuno ha sinora ottemperato, probabilmente in quanto le autorità sanitarie e comunali hanno lasciato cadere la problematica nel dimenticatoio.
Ma come avete letto dallo scorso numero che segnalava unicamente le lastre di eternit sui serbatoi d’acqua a Campo di Mare, di proprietà della Ostilia srl,   potremmo ipotizzare che alcune siano finite, dopo essersi rotte, all’interno del serbatoio d’acqua, al momento non ci risulta che nessuno dei soggetti istituzionali di cui sopra, lo abbia verificato ma attendiamo riscontro.
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L’eternit di cui parliamo e parleremo nei prossimi articoli, è pericoloso per la salute pubblica ed ambientale. Al fine del suo smaltimento e bonifica sono stati erogati svariati milioni di euro dal Governo e messi a disposizione sotto forma di incentivi fiscali, premi Inail, detrazioni fiscali che arrivano sino al 65% non solo della rimozione ma che includono anche le spese di nuove coperture, ciò nonostante vi è una incredibile pigrizia.
Il pericolo per la salute degli abitanti è un argomento abbastanza vasto che deve essere analizzato con cura, a tal proposito occorre precisare che chi respira una singola fibra di amianto e si ammala di una delle patologie che riguardano gli effetti collaterali derivanti appunto dall’assimilazione di questa sostanza, non può attribuire alla medesima la causa della sua patologia, infatti, alcune malattie derivanti dall’amianto vengono rese maggiormente gravi a causa della presenza di altre sostanze nocive all’interno del proprio organismo, i cui effetti negativi connessi allo sviluppo dei rischi collegati all’amianto consiste nella suscettibilità del sistema immunitario di una persona e della soggettività della stessa. Soggetti differenti potrebbero ammalarsi o meno in base proprio alla resistenza del sistema immunitario che, dunque, è personale.
«Generalmente le diverse patologie per inalazione di amianto si contraddistinguono in ben due categorie, ovvero quelle leggere e quelle gravi. La prima patologia alla quale si va incontro respirando l’amianto è la presenza di un particolare liquido che va a colpire direttamente le pleure, si tratta del Versamento Pleurico, è uno degli effetti collaterali che derivano dal continuo respirare dell’amianto. È la costante sensazione di pesantezza, accompagnata da piccole fitte che vanno a colpire gli stessi polmoni, che possono essere i sintomi che una persona potrebbe riscontrare. La seconda malattia meno grave rispetto alle altre, che deriva dalla respirazione costante dell’amianto, quando si lavora o si abita nei pressi, prende invece il nome di Placche Pleuriche,  i sintomi sono differenti e lo stesso vale per come i polmoni stessi vengono danneggiati. Bisogna però sottolineare anche come questa malattia che deriva dall’amianto non deve essere assolutamente ignorata visto che questa potrebbe comportare complicazioni assai gravi nel caso in cui si continui a respirare amianto.

Mentre le gravi intossicazioni di amianto, che non necessariamente avvengono in lassi di tempo abbastanza brevi ma che potrebbe anche essere distribuita in modo costante nel tempo,  è rappresentato dall’asbetosi polmonare, che si manifesta in maniera particolare. La seconda patologia grave cerca che deriva dalla respirazione dell’amianto è il tumore ai polmoni, che può essere definito come generale oppure prendere il nome di Mesotelioma Pleurico da amianto,  questo non è necessariamente letale visto che, come per altri tumori, può essere benigno oppure maligno. Si dimostra, almeno nel primo periodo, senza alcun tipo di effetto collaterale, lasciando quindi il paziente completamente privo di un segnale chiaro che contraddistingue la sua patologia. Il tumore ai polmoni generale può colpire diverse zone dello stesso e le cause aggiuntive che fanno scaturire questa conseguenza negativa sono la maggiore quantità di amianto che viene respirata, che causerà la possibilità di contrarre tale patologia degenerativa che può essere curata mediante intervento chirurgico e terapie (nel caso di tumore benigno). Oltre a questa conseguenza occorre sottolineare come il tumore generale ai polmoni potrebbe derivare da una complicazione che deriva dall’asbestosi amianto.
Man mano che i danni procurati dalle fibre di amianto si intensificano, le infezioni eventuali che si possono venire a manifestare fanno in modo che i polmoni del paziente sviluppino delle cellule malate che tendono a contaminare gli organi.
Recenti studi hanno ricondotto alcune leucemie all’esposizione ad asbesto (amianto killer). Poi ci sono tutti gli altri tumori da amianto, tra i quali il cancro della laringe, dei polmoni e delle ovaie e, poi, ci sono cancri per i quali non vi è unanimità scientifica. Ovvero, la scienza dibatte sulla riconducibilità, o meno, a tali esposizioni. Tuttavia, per alcuni di essi, tra i quali faringe, stomaco e colon retto, vi sono elevate evidenze scientifiche».

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La pericolosità aumenta se il manufatto non è in buono stato o è danneggiato come dimostrano le fotografie ad alta risoluzione da noi scattate sui siti qui segnalati. Per questo non è saggio, né legale, improvvisare opere di bonifica fai-da-te in presenza di manufatti contenenti amianto, come tettoie o pavimentazioni. Non è sufficiente indossare una mascherina di carta per proteggersi e si rischia si trasportare in giro fibre di amianto rimaste tra i capelli o sui vestiti ed esporre al pericolo i familiari e altre persone. Per legge, bisogna rivolgersi a ditte specializzate e autorizzate.

Desideriamo dunque ricevere le adesioni di chi comprendendo la gravità del problema, presti il suo consenso per la rimozione e bonifica sulla chat privata della pagina facebook Comitato per la Legalità e l’anticorruzione o  via email a legalitaanticorruzione@gmail.com.

La salvaguardia ambientale non può essere ulteriormente delegata alla poco seria politica ma è il cittadino che deve comprendere il bisogno di tutela delle future generazioni.
Grazie dunque a chi non si girerà dall’altra parte per il suo stesso interesse.

Autore:Il Pungolo per il Comitato per la Legalità e l’anticorruzione – art. 9 Costituzione Italiana

I siti web consultati (fonti) sono: Airc.it who.int per l’Organizzazione mondiale della sanità – osservatorioamianto.it