Bracciano. Antonella Ruggiero: “l’arte non è routine”

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La cantante in concerto il 31 luglio a Bracciano in duo con il fisarmonicista Renzo Ruggieri. “Cosa dire ai giovani? Essere se stessi”

E’ una delle signore della musica italiana, un’artista in continua evoluzione. Un percorso personale ricco di esperienze, dai successi con i Matia Bazar a quello di Vacanze Romane fino alle numerose collaborazioni in vari ambiti musicali. Una voce unica e splendida. Lontano dai clamori mediatici Antonella Ruggiero continua la sua ricerca nell’universo musica attraversando territori sempre nuovi e diversi dove la emozione e la condivisione diventano il valore aggiunto di essere artisti a tutto tondo. L’Ortica del Venerdì l’ha intervistata in vista del concerto, da non mancare, in programma il 31 luglio in piazza IV Novembre a Bracciano.

Antonella Ruggiero, la ricerca musicale continua ad essere ad oggi la tua cifra stilistica. Hai esplorato vari mondi dall’opera lirica con due esperienze con il compositore Adriano Guarnieri, alla musica popolare e religiosa. Cosa ne hai tratto da questa esplorazione?

L’unica cosa importante che ne ho tratto è che non mi sono mai annoiata cosa molto facile se ripeti sempre uno stesso repertorio seppur famoso. Questo mio spostamento negli ambiti musicali più variegati iniziato nel 1996 quando ho ripreso a fare questo percorso da solista e dopo sette anni di allontanamento assolutamente voluto dal mondo della musica, ma non dalla musica stessa, da allora non ho fatto altro che fare tutto ciò che ho sempre amato. Ho sempre amato ascoltare le musiche più differenti, apparentemente lontane l’una dall’altra, appunto dalla musica antica alla musica popolare, a qualsiasi altra forma di musica interessante ed ecco che fino ad oggi ho continuato e continuerò a farlo proprio perché attraverso questo addentrami nei vari mondi sonori accompagnata da musicisti che provengono da questi territori diversi è chiaro che è sempre interessante quello che faccio. Risulta sempre essere qualcosa di fresco, di curioso e di bello. La musica deve essere bellezza altrimenti è routine e l’arte non ha nulla a che fare con la routine.

Qual è il palco che ti dà più emozioni? Quello dell’Ariston del Festival di Sanremo o la piazza di provincia?

Assolutamente la piazza di provincia oppure le piazze, oppure le cattedrali, oppure i luoghi naturali dove si fanno i concerti, come un concerto all’alba, piuttosto che davanti a un tramonto al mare o in montagna assieme ai cori della tradizione popolare alpina… quelle sono emozioni. Sanremo va bene per promuovere il proprio lavoro, come una grande fiera della musica, è una fiera di settore, una cosa ben diversa dalle emozioni quelle vere che si provano attraverso la musica e non perché intorno hai le televisioni la gente che va a vedere il Festival di Sanremo. E’ tutta un’altra cosa, un’altra storia.

Vacanze Romane è un brano ormai acquisito nell’immaginario collettivo. Cosa faresti oggi tu oggi a Roma se fossi in vacanza?

A Roma? Cosa farei? Camminerei nei luoghi dove non passano le macchine, se possibile, dove si può andare a piedi, dove si può guardare attraverso un occhio attento quello che hanno lasciato nel passato, ma non quello esageratamente famoso, un passato fatto anche di vecchie botteghe chiuse, del ghetto ebraico, della riva del fiume dove si può camminare. Insomma io andrei a cercare una Roma che più ha a che fare con il vero passaggio delle persone più che dei turisti.  Non farei un percorso turistico, questo no.

Ti piacciono le collaborazioni, tra queste una con il compianto Ennio Morricone. Che ricordo ha di lui?

 

Un signore formale, educato, naturalmente molto preparato con il quale ho realizzato una canzone, un suo brano per un lavoro tanto tempo fa. Quindi unuinQuindi ricordo fugace, fatto di un pomeriggio di lavoro. Le amicizie le approfondisci quando frequenti una persona per molto tempo non così.

 

Dal tuo osservatorio speciale dove pensi stia andando la musica e come vedi le modalità di commercializzazione del prodotto musicale veicolate da internet?

La musica segue la società, la società è iperveloce, iperconnessa, di superficie. Si ha difficoltà per molte persone che fanno musica a soffermarsi su se stesse, pensare nel silenzio, cosa se non fai così difficilmente puoi fare un lavoro introspettivo che poi esce fuori e lo dai agli altri. Cosa vuoi che pensi? E’ una grande quantità di suoni più che musica, una grande quantità di parole più che di poesie quindi bisogna intercettare dentro questa enorme quantità di proposte qualcosa che sicuramente c’è di assolutamente buono, ma bisogna cercarlo con molta attenzione, perché sennò o può anche sfuggire vista la grande mole e la massa di cose che arrivano.

La voce è la tua forma di espressione, come te ne prendi cura?

Ah, molto semplicemente non faccio nulla di strano. Faccio dei semplici vocalizzi prima dei concerti di mezz’ora, naturalmente cerco di stare attenta a non prendere correnti d’aria o cose del genere. Un’attenzione ci vuole da questo punto di vista ma niente di più, una cosa molto semplice e naturale.

Il 31 luglio sarai a Bracciano per un concerto. Conosci già il lago di Bracciano? Cosa ne pensi?

E’ un dei posti splendidi che abbiamo in Italia. E’ meraviglioso. Lo conosco da sempre. Una bella opportunità poter fare un repertorio con un musicista straordinario come Renzo Ruggieri che uno dei più grandi fisarmonicisti italiani conosciuto nel mondo. Faremo un percorso all’interno della musica che appartiene alla mia storia personale vecchia e nuova, ci saranno brani degli anni Venti, Trenta, ci saranno brani di luoghi molto lontani dall’Italia, attraverso la tradizione e questi percorsi che amo fare proporrò al pubblico questo viaggio attraverso questi suoni che sono di una fisarmonica di altissimo livello e la voce.

Se dovessi dare un solo consiglio ad un giovane aspirante cantante cosa gli diresti?

Di essere il più possibile se stesso, originale, non copiare nessuno, non rifarsi a nessuna altra voce che già esiste. Perché solo così si può essere unici. La unicità è la cosa bella. Parliamo dall’arte, in generale, per chi scrive, per chi dipinge, per chi fa musica, anche per chi fa sport. Gli esseri unici sono poi quelli che vengono riconosciuti nella grande proposta. Essere il più possibile se stessi, originali, senza copiare nessuno.

Graziarosa Villani