ALLA SBARRA LO STATO UK SUL 5G

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“OMESSA INFORMAZIONE SUI RISCHI: VIOLA I DIRITTI UMANI”. LA CORTE D’APPELLO CONCEDE L’AUTORIZZAZIONE A PROCEDERE CONTRO IL SEGRETARIO DI STATO.

di MAURIZIO MARTUCCI

“Autorizzazione a procedere contro lo Stato per omessa informazione sui rischi del 5G”. La notizia arriva dal Regno Unito direttamente dal sito dell’associazione britannica Azione contro il 5G, guidata dal noto avvocato Michael Mansfield – uno dei più importanti d’oltre Manica – che, insieme ad un team legale di esperti in materia ambientale, sta sfidando il governo “per la sua incapacità di prendere atto dei rischi per la salute e delle preoccupazioni pubbliche relative al 5G”.

La Corte d’Appello ha infatti concesso l’autorizzazione a procedere contro il Segretario di Stato nel competente Tribunale Amministrativo: il lancio del 5G è pericoloso per ambiente e salute umana ed è stato autorizzato tra Inghilterra, Scozia, Irlanda del Nord e Galles senza aver informato correttamente i cittadini sui possibili rischi. Sotto processo in mezzo mondo, il 5G è alla sbarra. Ecco dove. Adesso il Segretario di Stato UK dovrà per spiegare l’assenza di un’azione preliminare che avrebbe dovuto opportunamente indagare su eventuali effetti negativi sulla salute: “Siamo lieti di annunciare – si legge nella nota dell’asso Azione contro il 5G – che la Corte d’Appello ha autorizzato il nostro caso a procedere per due motivi riguardanti:
1.La mancata comunicazione al pubblico di informazioni adeguate o efficaci sui rischi e su come, se possibile, potrebbe essere possibile per le persone evitare o ridurre al minimo i rischi;
2.(a) l’incapacità di fornire ragioni adeguate e sufficienti per non stabilire un processo per indagare e stabilire gli effetti negativi sulla salute e i rischi degli effetti negativi sulla salute derivanti dalla tecnologia 5G e/o per attualizzare i rischi presentati dalle prove disponibili; e/o (b) mancato rispetto dei requisiti di trasparenza e apertura richiesti ad un ente pubblico.

Questi motivi promuovono una violazione dell’Human Rights Act 1998 per omissioni e mancanze in violazione degli obblighi positivi di proteggere la vita, la salute e la dignità umana, che devono essere rispettati dagli articoli 2, 3 e/o 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. La causa sarà ora rinviata al Tribunale Amministrativo e si attende a tempo debito le indicazioni per l’udienza completa.” L’azione legale è resa possibile dalle donazioni di cittadini e attivisti: finora raccolte £172,810.

In Italia un’operazione simile la sta conducendo Alleanza Italiana Stop 5G: sostenuta da una task force di esperti avvocati, si stanno intentando una serie di azioni legali contro l’avanzata del wireless di quinta generazione. Proprio come in UK, anche il Italia è partita una raccolta fondi: su Eppela il crowdfunding Processo al 5G, tutela per i cittadini è vicino a quota 8.000 euro di donazioni.

“Alleanza Italiana Stop 5G lancia una campagna nazionale di raccolta fondi solidale e senza fini di lucro per sostenere una serie di iniziative giudiziarie e azioni legali, strategicamente studiate nell’interesse pubblico e collettivo, ad esclusiva tutela dell’ambiente e dei cittadini tutti, seriamente minacciati dalla pericolosa avanzata del 5G e di pervadenti e ubiquitarie tecnologie wireless, prive del cosiddetto rischio zero”.