24 giugno 1940: il Regno d’Italia firma a Roma l’Armistizio con la Francia

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«Dallo scorso 10 giugno sono trascorsi 80 anni dall’entrata del Regno d’Italia fascista nel 2° conflitto mondiale, che vedeva già da oltre 10 mesi, confrontarsi la sua alleata nazionalsocialista Germania contro le democrazie di Gran Bretagne e Francia alleate tra loro.

Qualcuno ha definito il dieci giugno 1940 il giorno della follia ( vedasi libro di Alfassio Grimaldi e Bozzetti, Editori Laterza, 1974). Nulla di più falso! Di follia non ci fu assolutamente nulla, ma un calcolo politico – militare ben valutato, sin dall’inizio del conflitto del settembre 1939.

Benito Mussolini, Duce del Fascismo, Presidente del Consiglio del Regno d’Italia, all’inizio delle ostilità tra Gran Bretagna – Francia e Germania si era affrettato a dichiarare che l’Italia sarebbe rimasta “non belligerante”( non Neutrale, come si dichiarò l’Italia, alleata degli Austro-Tedeschi nel 1914, all’inizio della Prima Guerra Mondiale; ciò permise così, alla “nemica” Francia, di spostare 700.000 soldati dalla frontiera alpina con l’Italia al fronte occidentale, impegnato duramente dalle truppe germaniche < Germania e Austria erano allora alleate con l’Italia nella “Triplice”, contro “l’Intesa” formata da Gran Bretagna, Francia e Russia>.

Questa “nuova” formula serviva per far capire a tutti che prima o poi sarebbe scesa in campo, senza ripensamenti o voltafaccia, a fianco della sua alleata Germania, in pieno conflitto con la Polonia e che, già da alcuni giorni dopo, aveva iniziato un conflitto anche con le due democrazie occidentali di Gran Bretagna e di Francia, che le avevano dichiarato guerra a causa dell’attacco alla Polonia (questa la motivazione ufficiale).

Mussolini infatti riteneva che l’Italia, per la sua collocazione geografica, per la sua necessaria politica espansiva, per le sue rivendicazioni territoriali e per il ruolo politico giocato nei due decenni precedenti, per le dimostrazioni di potenza bellica date al mondo nel corso degli ultimi cinque anni, non poteva rimanere estranea al conflitto, ma si rendeva ben conto che le finanze dello Stato, la parziale impreparazione e scarsa efficienza dell’apparato bellico, e le risorse strategiche che poteva accumulare in un certo periodo, NON gli avrebbero mai permesso di affrontare un conflitto di lunga durata; di questo né aveva reso cosciente anche l’alleato germanico, il quale si era accontentato di avere l’appoggio morale e politico alle sue azioni belliche ( anche perché, almeno in quel momento, poco interessato ad ampliare il conflitto nell’area sud- orientale: Mediterraneo e Balcani)… continua a leggere! »

Di Gianfranco Giulivi
Tratto dal libro Potevamo Vincere – se solo l’avessimo voluto!
Gli errori strategici della guerra “fascista” (anni 1940-1943)

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