VIETARE L’USO DEGLI ANIMALI NEI CIRCHI

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La fuga del leone Kimba spinge la PETA a scrivere al Ministro della Cultura. La lettera a Gennaro Sangiuliano. 

 

In seguito alla fuga del leone Kimba dal Circo Rony Roller a Ladispoli lo scorso 11 novembre, la PETA ha inviato una lettera al Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, invitandolo a dare ascolto alla volontà del popolo italiano e a vietare l’uso degli animali nei circhi.

Si tratta del secondo incidente quest’anno in cui un animale selvatico fugge da un circo in Italia: lo scorso luglio, un video ha catturato un elefante che camminava lungo una strada fuori da un supermercato in Calabria. La PETA fa notare che incidenti pericolosi come questi sono inevitabili quando gli animali selvatici vengono sfruttati nei circhi, dove sono tenuti in gabbie anguste, costretti a esibirsi per paura di punizioni violente e dove viene loro negato tutto ciò che è naturale e importante per loro.

“I circhi che imprigionano gli animali e li costringono a compiere esibizioni umilianti addestrandoli con l’uso della violenza sono una reliquia arcaica che appartiene al passato”, afferma Mimi Bekhechi, vicepresidente della PETA per l’Europa. “La PETA chiede al Ministro Sangiuliano di collaborare con il governo per attuare la Legge Delega di luglio 2022, che vieta l’uso degli animali nei circhi e negli spettacoli itineranti – per il bene degli animali e per ragioni di sicurezza pubblica”.

Dal 1995 al 2019, nell’Unione europea sono stati segnalati 478 incidenti che hanno coinvolto animali selvatici nei circhi, provocando la morte di 13 persone e il ferimento di 99. Nel dicembre dello scorso anno, due tigri attaccarono un domatore durante un’esibizione dal vivo al Circo Marina Orfei di Lecce.

Il 76% degli italiani si oppone all’uso degli animali nei circhi, eppure i loro contributi fiscali continuano ad essere destinati al sostegno di queste attività, comprese quelle che utilizzano animali. Più di 50 Paesi hanno vietato o limitato severamente l’uso degli animali nei circhi, inclusa la maggior parte degli Stati membri dell’UE.

La lettera della PETA al Ministro Sangiuliano è disponibile qui.