Stadio del Ladispoli, problema urgente da risolvere

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Il prossimo 15 settembre inizierà il campionato di Serie D dove, dopo tanti anni, tornerà a partecipare l’Unione sportiva Ladispoli, promossa lo scorso giugno. Una platea nazionale che permetterà allo stadio Angelo Sale di ospitare squadre prestigiose come l’Avellino, per tanti anni in Serie A e B, il Latina che pochissimi anni fa perse la finale per la promozione nella massima serie, la Torres, club storico della Sardegna con un illustre passato tra i professionisti. Senza dimenticare i tanti derby regionali e caldissimi con società come Cassino, Anzio, Aprila  e Ostia. Se da un lato, insomma, si prospetta una stagione emozionante ed interessante per il calcio a Ladispoli, sull’altro versante cresce la preoccupazione per la capacità di accogliere le centinaia di tifosi ospiti che sbarcheranno allo stadio Angelo Sale per seguire le loro squadre del cuore. Ad oggi la situazione accoglienza nel moderno impianto della via Aurelia non è rassicurante. E’ stata costruita ad inizio agosto una tribuna riservata ai tifosi ospiti, posizionata a fianco di quella centrale, realizzata in ferro e rimovibile, che potrà accogliere 140 posti a sedere. Oltre alla possibilità di seguire il match anche in piedi. Ma è palese che la struttura rischi di essere insufficiente quando potrebbero arrivare centinaia di fans ad esempio da Avellino e Latina. E mescolare i tifosi ospiti a quelli del Ladispoli significherebbe il serio rischio di incidenti perché gli imbecilli spesso si confondono in mezzo alla gente perbene per creare problemi di ordine pubblico. Siamo davanti ad una situazione da affrontare con la massima cautela, oltre al prevedibile schieramento di forze dell’ordine per le gare più delicate, crediamo che valutare l’ipotesi di adibire altri spazi per accogliere le tifoserie ospiti, come ad esempio il prato dal lato opposto alla tribunale centrale, non sarebbe da scartare. Infine, non sarebbe nemmeno brutta l’idea di destinare uno spazio alla stampa visto che attualmente giornalisti, radiocronisti e cameraman debbono mescolarsi ai tifosi in tribuna, lavorando in condizioni oggettivamente difficili. E sotto la pioggia non essendoci copertura nello stadio.

I giorni passano servono soluzioni efficaci ed immediate.