Quando la politica entra a scuola. La replica del preside Agresti

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Riccardo Agresti

Leggo da un articolo, che rendiconta la seduta straordinaria del Consiglio comunale di Cerveteri, che la mia assenza alla riunione “abbia fatto rumore”.

Non credo che una assenza possa fare più rumore del berciare fastidioso di consiglieri astuti che sanno come cavalcare l’ignoranza, ma comprendo il senso metaforico del giornalista ed allora eccomi a spiegare il motivo della mia assenza.

Non starò a chiarire che per nulla al mondo avrei lasciato il mio posto vuoto alle Terme di Caracalla dove, nell’ambito del festival estivo del teatro dell’opera di Roma, si esibiva Roberto Bolle e altre eccellenze della danza classica e moderna. Alla seduta, nonostante l’invito del Sindaco Gubetti, che ringrazio, non ci sarei stato comunque.

Non voglio credere che i consiglieri di opposizione non conoscano le Leggi dello Stato, sono certo che sanno benissimo che stanno cavalcando l’ignoranza per attaccare il Sindaco su un tema che non le compete. Questo da un lato mi conforta: se l’opposizione attacca l’Amministrazione comunale su un tema in cui il Sindaco non ha alcun potere, significa che non ha altre carte da “giocare”, quindi o l’opposizione è incapace (cosa che non credo assolutamente) o il Sindaco sta lavorando bene e non c’è nulla da eccepire sul suo operato! Dall’altro mi sconforta perché avere una opposizione che sappia solo “buttarla in caciara” non è un bene per la democrazia in generale e per Cerveteri in particolare.

Non voglio credere che i consiglieri di opposizione non conoscano le Leggi dello Stato, sono certo che sanno benissimo che stanno cavalcando l’ignoranza per avere voti a poco prezzo. La mia relazione (inviata a tutti, anche agli Organi superiori della Scuola dove è stata apprezzata per il risparmio della spesa pubblica ed il miglioramento della didattica nella riorganizzazione) è nota a chiunque sappia e voglia leggerla ed è stata già diffusa anche sui social. Da un lato mi conforta che nessuno ne faccia cenno: non è possibile che delle persone competenti non la abbiano letta, per cui, se nessuno ne fa cenno, significa che quella relazione spiega tutto completamente ed è inattaccabile. Dall’altro lato mi sconforta perché c’è l’autodenuncia di una mancanza di correttezza di alcuni consiglieri nei confronti degli elettori che considerano, evidentemente, bestie da soma che non sappiano leggere né comprendere ciò che leggono.

Non voglio credere che i consiglieri di opposizione non conoscano le Leggi dello Stato, sono certo che sanno benissimo che stanno cavalcando l’ignoranza in quanto i loro partiti parlano continuamente di “non fare politica a scuola”, mentre loro stanno usando la politica per entrare a gamba tesa in decisioni della Scuola cercando di annullare, con modalità da “pancia da piazza” giacobina, le decisioni assunte democraticamente secondo le regole degli organi collegiali. Il confronto dialettico c’è stato nella sede deputata dove i consiglieri, delegati dai genitori elettori, hanno votato consapevolmente. Non a caso i docenti consiglieri, giudicando il miglioramento della didattica, hanno votato in blocco favorevolmente insieme ai molti genitori (solo in 3 hanno votato contro). Da un lato questo mi conforta perché, con queste modalità, si è chiarito chi sia dalla parte della Legge e chi cavalchi la piazzetta. Dall’altro lato mi sconforta perché è chiaro che questi consiglieri utilizzino uno stranissimo concetto del rispetto delle Leggi e della democrazia.

Non voglio credere che i consiglieri di opposizione non conoscano le Leggi dello Stato, sono certo che sanno benissimo che stanno cavalcando l’ignoranza per colpire una persona che cerca solo di migliorare il livello culturale dei loro figli facendo funzionare al meglio la Scuola del loro territorio. Ci sono riusciti 13 anni fa e la “Don Milani” è rimasta in balia di se stessa per anni, diretta da “presidi” obbligati, ma che non volevano dirigerla ed i risultati si sono visti: manca un coordinamento centrale, molti lavoratori fanno praticamente quello che gli pare (e dietro ai consiglieri eletti dal popolo ci sono anche docenti simili a Giano bifronte), non c’è una progettualità coerente. Da un lato questo mi conforta perché mi gratifica: sapere che qualcuno ce l’abbia con te è molto meglio che sapere che nessuno ti pensa. Dall’altro lato mi sconforta perché è chiaro che a questi consiglieri manca totalmente la visione della necessità di una Scuola che funzioni. Ma la situazione può essere peggiore: questi consiglieri non sono stupidi, sanno quanto sia importante la Scuola per formare teste pensanti autonome, ma non vogliono che le teste funzionino autonomamente altrimenti al momento di votare potrebbero ragionare.

La saggezza popolare parla chiaro: “Si ‘n c’erano gli fess’, gl’astut’ se morivan’ de fame”.

Chiariamoci. Io non faccio politica, ma faccio Politica.

Io faccio Politica con il mio agire quotidiano. Faccio Politica cercando di fare in modo che la Scuola valorizzi lo spirito critico delle ragazze e dei ragazzi e li aiuti a pensare. Faccio Politica perché ho giurato fedeltà allo Stato, cioè a tutti noi. Faccio Politica rimanendo coerente al mio pensiero e restando vicino a chi ha più bisogno e sia più indifeso. Faccio Politica non guardando in faccia a nessuno perché i miei referenti, il mio partito, sono i bambini che curerò e difenderò fino a che mi permetteranno di farlo.

Io non faccio politica per carpire una qualsiasi poltrona. Mi sono candidato a Bracciano due volte e per due volte non ho fatto un minimo di campagna elettorale (vergognandomi con gli altri candidati che andavano in giro per le strade e le case mentre io ero al lavoro nel mio ufficio) e nessuno mi ha, giustamente, votato.

Io non ho alcuna necessità di risultare simpatico a tutti i costi, come i consiglieri di opposizione, io sono pagato per far funzionare al meglio la Scuola che dirigo per il bene dei bambini. Io non ho alcuna necessità di raccontare fandonie per far spostare voti. Io non ho alcuna necessità di venire meno al giuramento di servizio per il bene dei bambini affidatimi. Io non ho alcuna necessità di mettermi in mostra in un Consiglio comunale dove sono stato egregiamente sostituito dalla Presidente dell’organo decisionale supremo della Scuola (di cui sono solo un esecutore) e da uno dei migliori docenti della Scuola.

Fra mamme urlanti, uomini in pantaloncini e infradito, “consulenti di fama” che parlano di violazioni delle norme (dove sono le sentenze che avrebbero accolto i ricorsi e perché ricorrono alla piazza e non agli avvocati?), personaggi che non conoscono norme né democrazia, ma supportati da consiglieri astuti che hanno preso il gettone di presenza al Consiglio, e il magnifico Roberto Bolle, lascio a voi decidere quale possa essere stata la scelta migliore.

Riceviamo e pubblichiamo