Luci ed ombre sull’Auditorium

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Auditorium Ladispoli
immagine del teatro di Ladispoli

Tanta gente all’apertura del Teatro Massimo Freccia
dove sono accaduti problemi organizzativi
di Dora Scalambretti

Finalmente nel nostro territorio, da un edificio pubblico abbandonato, è nato uno spazio culturale di gran rilievo. Estremamente ampio, poltrone comode, un palco abbondante, definibile quindi una grande struttura teatrale. Incuriosita e contenta di avere finalmente un centro culturale a due passi da casa, approfitto per andarci con un’amica proprio sabato pomeriggio.
Sul palco c’è un susseguirsi di associazioni, scuole, artisti di fama internazionale e non. Opera, balli, cori e tanto altro. Si passa da dilettanti che ce la mettono tutta, a professionisti di alto calibro e questo, lo confesso, mi piace. Inizialmente il mio stato d’animo è pervaso di entusiasmo. Poi con il passare del tempo, comincio a notare “dettagli”, che messi insieme, trovo che penalizzino gli artisti. Luci bianche fisse, telone bianco (per il fondo) sgualcito con immagine del desktop fisso e mancanza di sipario. Alcuni potrebbero dire che non sono cose importanti ma si sbagliano.
L’arte è fatta di dettagli che vanno curati e che fanno la differenza. Ho visto ragazzi con vestiti stupendi ma quando cantavano la voce era troppo bassa e la musica troppo alta per capire cosa stessero dicendo o cantando. Mi domando, ma che auditorium è un posto dove l’audio è veramente scarso? Ma non finisce qui; ad inizio serata viene annunciato dalla presentatrice che lo spettacolo della associazione ‘Metamorfosi e libera contro le mafie’ non andrà in scena per problemi tecnici e che sarà possibile vederlo la sera dopo.
Penso tra me, ok, può accadere e torno quindi il giorno dopo. Mi reco nel pomeriggio perché ho saputo che anche un gruppo di diversamente abili sarà in scena; il gruppo si chiama “Illusioni ottime” e desidero dare loro il mio sostegno. Arrivano ed è bello vedere con quale cura lo hanno preparato. Portano strumenti musicali e tecnici.
Preparano il palco e partono ma… per ben tre volte salta la corrente e sono costretti a ricominciare. Cercano il tecnico che non c’è e si mettono di fatto loro a sistemare la corrente per l’audio che saltava di continuo. La presentatrice ci comunica che è il bello della diretta e ancora ottimista, penso ‘è vero… può accadere’. Finalmente arriva il momento dello spettacolo dell’associazione ‘Metamorfosi e libera contro le mafie’ di Roberta Sambucci ma il problema “tecnico” della sera prima si ripresenta: non ci sono le luci adatte, fondamentali per uno spettacolo privo di scenografia e così lo spettacolo non si fa.
Sale allora sul palco Emanuele Bilotta, attore della performance, che tenta di spiegare cosa sta accadendo e perché rinunciano. Ma la presentatrice gli toglie il microfono dalle mani e una voce dal fondo urla “andiamo avanti”. Sicuramente la voce sarà stata di un papà che fremeva di vedere la propria prole sul palco, ma il livello diventa a dir poco basso e non riesco più a vedere la meravigliosa struttura. L’amaro sale in bocca e penso che uno spazio così è davvero sprecato se resta in mano a persone incompetenti.
Apprezzo il volontariato tutto ma la cultura, anche quella di strada, ha bisogno di cura dei dettagli perché confermo e lo ripeto, è proprio questo a fare la differenza.