Le micosi polmonari

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Fate attenzione alle polveri dei funghi

Dottor Professor Aldo Ercoli
Dottor Professor
Aldo Ercoli

I funghi sono più diffusi dei batteri. Diversamente da questi ultimi hanno una parete cellulare rigida che contiene chinina e polissacaridi. La Candida è un comune commensale umano. Più spesso riscontrato in bocca (mughetto orale con placche bianche), in vagina (mughetto vaginale con prurito e perdite, talora disuria e dolori), nelle feci. Le candidosi sono favorite nel soggetto sano (non immunocompromesso) da terapie antibiotiche protratte. Solo nei soggetti defedati (leucemia e/o neoplasie) possono interessare il parenchima polmonare con una infiltrazione nodulare diffusa ben evidente alla radiografia del torace.
Seppur non molto frequentemente altri funghi (miceti) possono determinare infezioni polmonari.
Quali sono queste micosi polmonari? Da che cosa sono provocate? Qual è il quadro clinico e quello radiologico? I funghi presentano una resistenza agli antibiotici utilizzati nel trattamento delle infezioni batteriche e devono essere combattuti con farmaci attivi nei confronti della loro peculiare parete cellulare (rigida, con chitina e polisaccaridi). Possono avere l’aspetto di lieviti, forme fungine rotande o ovaloidi che possono riprodursi per gemmazione.
Le muffe sono invece un complesso di struttura tubulari (le ife) che crescono per ramificazione o allungamento. Altri funghi ancora possono riprodursi mediante formazione di spore. Queste ultime disperse nell’aria vengono inalate dall’apparato respiratorio con conseguenti fenomeni immunoallergici (asma bronchiale, aspergillosi polmonare, alveolite allergica estrinseca). Bisogna fare attenzione nelle micosi polmonari con infezione primaria a carico del sistema respiratorio alle polveri degli uccelli. Nell’Istoplasmosi il contagio avviene per inalazione di polvere contaminata da escrementi di pipistrelli ma anche volatili.
Colpisce esploratori di grotte ma anche allevatori addetti alla pulizia dei pollai, rastrellatori e anche operai addetti alla ristrutturazione o demolizione di vecchi edifici. L’Istoplasmosi polmonare acuta può non presentare sintomi o, al più, avere un decorso lieve (tosse secca, lieve rialzo termico). La forma cronica ha invece un decorso subacuto con tosse grassa, dimagramento e sudorazioni notturne.
La prognosi varia notevolmente da paziente a paziente: un terzo si stabilizza o migliora spontaneamente; negli altri casi si può instaurare una polmonite batterica o un cuore polmonare che può portare a scompenso cardiaco.
Restiamo nell’ambito aviario. La Criptococcosi è dovuta al criptococcus neoformans, un lievito con grosse capsule. Si trova negli escrementi dei piccioni e cosi viene inalato. Anche qui l’infezione polmonare decorre spesso in maniera subdola, asintomatica, ma può, all’improvviso, instaurarsi una polmonite con una sintomatologia tipica: febbre alta, emoftoe (sangue con l’espettorato), dispnea (affanno).
Ancora più grave è la meningoencefalite che all’inizio non è facile da diagnosticare perché sono solo appena accennati febbre e modesta rigidità nucale mentre più spesso sono presenti cefalea, malessere, nausea, visione sfocata, confusione e irritabilità. Sempre alle polveri e terreni contaminati da funghi sono dovute le Coccidiomicosi, trasmesse dal coccidiodes immitis, un saprofita che viene trasmesso con l’inalazione delle spore presenti nelle polveri di terreni aridi (e non umidi come l’Istoplasmosi). Nel 60% dei casi l’infezione primaria acuta è senza sintomi, nei restanti 40 % è sintomatica (febbre, tosse, dolore toracico, malessere diffuso). Talvolta si osservano reazioni di ipersensibilità (eritema nodoso, multiforme). All’Rx del torace sono presenti infiltrati polmonari singoli o multipli, adenopatia ilare o versamenti pleurici. Fortunatamente nelle maggior parte dei pazienti si assiste alla guarigione nell’arco che varia da alcuni giorni fino a due settimane. Una presenza persistente di tosse con escreato, rialzo termico variabile e dimagrimento sta invece ad indicare un’infezione polmonare cronica.
La Blastomicosi si contrae per inalazione di polveri contenenti un fungo dismorfico, (deforme)il Blastomyces dermatitis, che si trova nel terreno proveniente da prodotti di decomposizione vegetale o da legno putrefatto in decomposizione.
Anche qui l’esordio è generalmente subdolo, senza o con sintomi sfumati. Successivamente ha un decorso cronicamente progressivo. Sintomi e segni comuni sono febbre, tosse, calo ponderale, astenia, lesioni cutanee. Più raramente si manifesta con una polmonite acuta che si autolimita. Le lesioni cutanee si allargano dopo qualche settimana, trasformandosi in foruncoli, verruche, croste o ulcere. La radiografia del torace è patologica nel 75% dei pazienti con infiltrati polmonari multipli.
Nelle micosi polmonari che determinano infezione primaria a carico del sistema respiratorio accenno solo alle Aspergillosi, muffe che si trovano ovunque nell’ambiente e vengono anche esse inalate da polvere contaminata. Più frequentemente sono responsabili di sindromi broncopolmonari allergiche. Tipiche quelle da inalazione da fieno stipato nei silos.
Le forme invasive nel 90% dei casi riguardano pazienti immunocompromessi. In questa rapida carrellata di infezioni broncopolmonari fungine la diagnosi si bassa su un’attenta “anamnesi -semeiotica -clinica”, negli esami batteriologici e culturali ricavati dal broncoaspirato e sull’esame radiologico del torace.
La terapia è specifica e si avvale soprattutto di antifungini (itroconazolo, amfotercina B etc).