Processo per tentata concussione, chiesta archiviazione per Ciogli e Ramazzotti

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Per il pm Gentile i due ex sindaci di Cerveteri devono essere assolti: “il fatto non sussiste”. Avanzata la richiesta di prescrizione per l’ex consigliere Galosi e l’ex dirigente comunale Granata.

Dopo la sua lunga e pacata requisitoria davanti al giudice Antonella Capri, è arrivata la richiesta del magistrato Alessandro Gentile: “chiedo l’assoluzione perché il fatto non sussiste”. Dopo quasi 8 anni Gino Ciogli e Lamberto Ramazzotti, due ex sindaci di Cerveteri ed il secondo attualmente consigliere comunale di minoranza, intravedono la luce. Entrambi erano stati prima indagati, nel 2012, e poi accusati, nel 2014, per tentata concussione e il reato ieri nell’aula A del tribunale di Civitavecchia è stato anche riqualificato (semmai) in induzione alla concussione. Non solo: il pm ha anche chiesto che i due politici vengano scagionati per “prescrizione”. Il reato a loro contestato si basa su un progetto edilizio presentato da cittadini circa 10 anni fa, eventualmente “da sbloccare” solo in cambio di una presunta tangente, quindi secondo la magistratura inquirente un’accusa non più in piedi. Il prossimo 28 novembre arriverà la sentenza. Altre tre persone erano state rinviate a giudizio nel 2014: sempre per tentata concussione l’ex consigliere comunale Antonio Galosi e l’ex assessore all’Urbanistica di Ladispoli Raffaele Autullo (deceduto nell’estate del 2018 per un malore nella biblioteca comunale di Ladispoli). Per falso in atto pubblico invece Franco Granata, ex dirigente all’Urbanistica del comune etrusco. Per Galosi e Granata il procuratore Gentile ha chiesto l’assoluzione per avvenuta prescrizione, nonostante gli inquirenti abbiano trovato riscontri su alcuni fatti a loro addebitati. I fatti risalirebbero a questioni tra il 2008 e il 2009 quando i fratelli Tidu avevano presentato in Comune la richiesta per un permesso edilizio. Il progetto – è quanto aveva sospettato la magistratura in quegli anni – si sarebbe sbloccato solo con una mazzetta per far scattare il semaforo verde su un parere di regolarità inerente al piano di lottizzazione. Anni di udienze, testimoni, veleni fino alla richiesta di assoluzione di ieri che, se confermata tra due settimane, potrebbe far tramontare definitivamente l’impianto accusatorio e far scattare, probabilmente, dei contrattacchi legali.