LA PRIMA VOLTA

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sesso

Oggi parliamo della prima volta dell’amore. Parliamo di adolescenti ma anche dei loro genitori. Parliamo, anche, di quei trentenni che non hanno mai avuto una prima volta.

È importante premettere che il sesso è una fetta importantissima nella vita di ognuno. Sappiamo che uno dei primi segnali nei disagi psicologici è la diminuzione progressiva dell’interesse e del desiderio sessuale; per contro, uno dei primi segnali di una ripresa da un disagio psicologico è il progressivo interesse verso il sesso. L’obiettivo evoluzionistico principale del sesso è la continuazione della specie e la differenziazione degli esseri animali ed umani, attraverso il continuo rimescolamento del DNA (così tutti sono diversi).

Negli esseri umani, inoltre, l’accoppiamento al fine riproduttivo è legato al piacere che fa in modo che ci siano più occasioni di incontri sessuali. Da ciò si deduce che il sesso fa parte della nostra vita, sia che venga vissuto sia che venga evitato. Altra cosa importante è che agli adulti risulta difficile parlare di sesso ai propri figli. Si parla di tutto ma il sesso è sempre un argomento lasciato “a quando saranno più grandi” se non un argomento, per altri, tabù.

Paradossalmente, si litiga liberamente (davanti ai figli di qualsiasi età) ma non si parla del piacere derivato dal sesso. E consideriamo che i continui litigi provocano nei bambini traumi reiterati che si porteranno nella loro esistenza. Quando, poi, gli adulti provano a parlare di sesso o lo fanno in modo metaforico (ape/farfalla/fiore, ecc.) o ironico con risatine oppure troppo scientifico, ma sempre con molta fatica e molto imbarazzo. Ovviamente, è importante che l’adulto si calibri e si adatti all’età e alle capacità cognitive del bambino. Ma come mai l’adulto non è mai pronto ad affrontare il discorso del sesso con i figli?

Ovviamente la cultura castrante e con cui, purtroppo, siamo cresciuti è una delle prime cause. Se si prova a pensare al fare l’amore come un modo di comunicare, forse si inizia a cambiare la prospettiva e il suo significato. Il fare l’amore è una comunicazione estremamente intima, in cui due persone si fondono sia nel corpo e nell’anima. Il fare l’amore è un piacere. Il fare l’amore è un gioco, forse l’unico gioco che rimane nell’età adulta.

Se l’adulto riuscisse a vedere il sesso come un gioco, se l’adulto riuscisse a trasmettere al figlio il desiderio di una sessualità fatta di gioia, di emozioni, di fusione di corpi, di regalo di piacere reciproco, di complicità, forse l’adulto riuscirebbe a direzionare l’esuberanza sessuale dei ragazzi anziché avere l’illusione di controllarla. Perché, controllare l’esuberanza sessuale adolescenziale è solo un’illusione!

Forse, parlare chiaramente di ciò che si prova quando si fa l’amore è la comunicazione più adatta per evitare il fast food sessuale a cui i mass media hanno abituato intere generazioni. Forse parlare di sesso in modo genuino, aiuterebbe il giovane ad affrontare anche gli imprevisti e le eventuali difficoltà del sesso, come qualsiasi altro imprevisto e difficoltà della vita. Raccontare ciò che di bello dà il fare l’amore, potrebbe portare a maggiore rispetto per se stessi e per gli altri, per il proprio corpo e per quello dell’altro.

Per far questo, le persone adulte devono aver risolto i loro vissuti nei confronti del sesso, vissuti magari pieni di divieti, anatemi. Ad altri adulti servirebbe aver ben presente i loro traumi sessuali, averli risolti ed averne prese le distanze.

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Dottoressa Anna Maria Rita Masin
Psicologa – Psicoterapeuta Psicologa Giuridico-Forense
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