IL RIBES NIGRUM IN FITOTERAPIA E GEMMOTERAPIA

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ribes nigrum

Tutte le proprietà del frutto.

La storia delle foglie del Ribes nigrum (ribes nero) presenta degli alti e bassi: (B. Brigo. L’uomo, la fitoterapia, la gemmo terapia. Tecniche Nuove 1997 ).

Nel 1800 la T.M. (Tintura madre) delle foglie (Titolo alcolico 55%) ritornò nell’oblio. Solo nel secolo successivo (1900) ritornò in auge per le sue proprietà diuretiche e antireumatiche, un vero toccasana nei dolori artrosici e articolari (T.M. 30 – 40 gocce, diluite in poca acqua, 3 volte al giorno, lontano dai pasti).

Questa pianta venne anche definita “Cortison like” (simile a cortisone) avendo inoltre il grande vantaggio che, alle dosi terapeutiche e protratte a lungo, non presentava effetti secondari. Non illudiamoci però, un conto essere simile, un altro essere eguale ai corticosteroidi.

I suoi effetti benefici non sono paragonabili non solo al cortisone ma nemmeno ai farmaci antinfiammatori non steroidi (FANS). Purtuttavia se non si è intrapresa questa strada terapeutica chimica, e se i dolori sono solo iniziali e non troppo intensi, è assai vantaggioso nell’artrosi polidistrettuale lieve del soggetto più anziano che giovane.

Persino nell’iperuricemia (gotta, calcoli renali a base di urati), non di grado elevato, la pianta si è rilevata utile. Questa, in sintesi, la storia della fitoterapia del Ribes nigrum.

Ribes nigrum: benefici 

Non diversa da quella gemmoterapia (M.G. 1 DH 50 gtt al primo mattino).
P. Bailly de Mautaran, nel 1712, fu il primo ad utilizzare, come materia prima, le gemme con ottimi risultati clinici. Dopo essere stata quasi dimenticata nel secolo successivo, ecco che tornò in auge nel 1900. Fu allora incoronato quale “perla della gemmoterapia” (B.Brigo op. citato) mutando in parte il suo raggio d’azione.

Alla attività delle gemme (antinfiammatoria) si scoprì una documentata azione antiallergica che, specie se associata ad altre piante si rivelò assai utile nelle pollinosi ed alte forme allergiche (es. muffe autunnali – invernali) tanto da essere competitiva con gli altri antistaminici di sintesi (che spesso danno sonnolenza).

L’ho utilizzata (MD 1 DH 50 al risveglio)nelle oculorinite allergiche stagionali, nelle rinofaringiti allergiche recidivanti con eccellenti risultati clinici. Ho sempre preferito non miscelare il Ribes nigrum gemmoterapico con altri fitoterapici specifici.

Ricapitolando le foglie di Ribes in fitoterapia (T.M.) sono dotate di proprietà antireumatiche e diuretiche per (E. Campania. Dizionario di fitoterapia e piante medicinali. Tecniche Nuove 1998). E’ la sua attività antinfiammatoria che migliora le manifestazioni osteo – articolari non particolarmente dolorose. Le foglie del Ribes riducono le cellule infiammatorie, (E. Campanini. op. citata). Associata al Ruscus, queste foglie (ma anche i frutti del Ribes) si sono rivelati utili nell’insufficienza venosa degli arti inferiori, nella fragilità capillare cutanea, persino negli stati emorroidali.

Proprietà del ribes nigrum: allergie

Il gemmoterapico invece è veramente la “perla della gemmoterapia” soprattutto per la sua azione antiallergica non solo antinfiammatoria e sinergizzante. Queste gemme stimolano la corteccia surrenale nell’incrementare in maniera dolce e senza effetti collaterali, piccole dosi di corticosteroidi. E’ per questo motivo che consiglio 50 gtt di MD 1 DH nelle prime ore del mattino, quando, fisiologicamente, l’organismo umano mette in circolo il cortisolo.

Come già detto ricordo gli effetti benefici nelle oculoriniti e rinofaringiti allergiche specie stagionali. Meno utili nelle forme allergiche perenni (durano tutto l’anno) e nell’asma bronchiale. Le foglie gemmoterapiche sono più ricche non solo in vitamina C, rispetto alle foglie ed ai frutti, comunemente utilizzati in fitoterapia (T.M.), ma anche in autocianoisidi, flovonoidi, picnogenoli e aminoacidi. Tutto ciò giustifica l’impiego nella prevenzione delle malattie infettive, persino nelle lievi deficienze immunitarie.

Un prezioso gemmoterapico, il Ribes nigrum , anche come coadiuvante nelle astenie funzionali della convalescenza, dopo malattie infettive sia virali che batteriche.