IL CARCERE DI SANTO STEFANO SARA’ UN MUSEO DELLA MEMORIA

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museo della memoria

Il recupero della struttura borbonica, inaugurata nel 1795 e abbandonata da 50 anni, è partito con un primo finanziamento del CIPE del 2016. Vi fu recluso anche Sandro Pertini.

di Barbara Civinini

Sii sempre, in ogni circostanza e di fronte a tutti, un uomo libero e pur di esserlo sii pronto a pagare qualsiasi prezzo, disse nel suo discorso d’insediamento Sandro Pertini. E lui pagò un prezzo molto alto per le sue idee. Fu rinchiuso nel vecchio carcere borbonico di Santo Stefano, dove conobbero la prigionia altri intellettuali come Silvio Spaventa, gli anarchici Gaetano Bresci e Giuseppe Mariani e il padre del sogno europeista, Altiero Spinelli.

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Il pontone d’appoggio per i lavori d’urgenza – Fonte: Associazione per Santo Stefano

Oggi l’ex carcere costruito sulla piccola isola di Santi Stefano, a poco più di due chilometri da quella di Ventotene, che fu una fucina di pensieri, dove nacque l’idea più rivoluzionaria dei nostri tempi, quella dell’Europa federale, torna a nuova vita grazie ai Beni Culturali. Si tratta di un monumento storico, fatto costruire da Ferdinando IV della Casata dei Borbone di Napoli e inaugurato nel 1795, rimasto in vita fino al 1965. Collocato al centro dei 28 ettari dell’isola, è veramente imponente con i suoi 28.300 mq complessivi, distribuiti su tre piani, e la tipica forma a ferro di cavallo intorno alla torre centrale. Fu realizzata da Antonio Winspeare su progetto di Francesco Carpi, ed è uno dei migliori esempi di panopticon, il carcere ideale progettato alla fine del Settecento dal filosofo e giurista Jeremy Bentham. Prima di entrare nella prigione, definita “tomba dei vivi”, c’è una lapide che ricorda la permanenza di Pertini.

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L’inizio dei lavori d’urgenza – Fonte: Associazione per Santo Stefano

Il MiBACT con il “Progetto Ventotene” intende farne un museo della memoria ricavando un imponente spazio espositivo, ma il recupero non è semplice. L’isola e il complesso ormai sono abbandonati da cinquant’anni. Il Centro di ricerca del Comune di Ventotene ha realizzato una mappatura dettagliata dell’isola con l’ausilio di un drone che ha evidenziato le criticità della struttura. I primi lavori, a carattere d’urgenza, sono partiti alla fine dello scorso anno con primo finanziamento di 70 milioni contenuto nella delibera CIPE del 2016. Il concorso internazionale per il progetto di musealizzazione si dovrebbe svolgere a giugno, dopo la gara d’appalto per la messa in sicurezza. Le prime attività sono previste per il 2023 e dopo il 2025 si calcolano già 36 mila visitatori l’anno. Il percorso comprende la visita al museo allestito con le testimonianze della vita quotidiana dei detenuti, documenti, fotografie e biografie, al panottico, restaurato lasciando a vista le stratificazioni del tempo, all’area dedicata alla storia Ventotene e dell’Europa, fino ad arrivare nel giardino, riqualificato rispettando la biodiversità mediterranea.

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La torre centrale-MiBACT(1)

La DG Educazione del MiBACT, nell’ambito del progetto, recentemente ha anche sottoscritto con il Commissario di Governo per il recupero dell’ex carcere, un importante accordo che prevede interventi di formazione a carattere multidisciplinare, anche in collaborazione con Università e altri Enti di ricerca pubblici e privati e un piano di comunicazione integrato con azioni di ascolto social media, per comprendere a pieno il valore di quest’operazione.