GIULIO REGENI: “IL 2020 L’ANNO DELLA VERITÁ”

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25 gennaio 2006 l’ultimo contatto con Giulio, ieri 4000 candele a Fiumicello. Un dramma in attesa di giustizia.

IL 3 febbraio 2016 fu trovato in un fosso lungo l’autostrada per Alessandria, in Egitto, il corpo, torturato, di Giulio Regeni, il ricercatore friulano sul posto per una ricerca sui sindacati indipendenti egiziani. Il suo ultimo contatto era stato un sms inviato il 25 gennaio, poi più nulla fino al tragico ritrovamento. Ieri in piazza a Fiumicello (Udine) 4000 candele a terra, 1000 per ogni anno senza sapere la verità. La famiglia non si è mai arresa di fronte al silenzio e non si fermerà, vuole giustizia per il figlio tragicamente perso e l’Italia con lei.

Per l’occasione anche le istituzioni si sono espresse, il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, su Facebook scrive: “le parole non bastano più. C’è tutto il mio impegno e quello del Governo” – assicura. “Una questione di Stato” – afferma Roberto Fico – presente in piazza ieri sera – per il Presidente della Camera “il 2020 è l’anno della verità”.

“25 gennaio 2016 – 25 gennaio 2020… 4 anni…grazie di cuore a chi ci sta vicino” scrive la mamma di Giulio Regeni, Paola Deffendi, su Facebook. La comunità di Fiumicello, paese in cui vive la famiglia Regeni, continua ad essere attiva e vicina ai genitori di Giulio nella richiesta di giustizia.