FIORE D’ACCIAIO, LA STORIA DI CHIARA

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Fiore d'acciaio
Immagine della casa per Chiara

CHIARA INSIDIOSO: QUANDO SOPRAVVIVERE SEMBRA ESSERE UNA COLPA.

Fiore d’acciaio – La storia di Chiara è il libro scritto da Cristiana Cimmino che racconta la storia di Chiara Insidioso, vittima di violenza da parte del compagno, scampata alla morte nel 2014 e superato lo stato vegetativo a cui sembrava essere destinata, è stata abbandonata dalle istituzioni. Per questo è intrappolata in una tragedia senza fine.

Allora aveva 19 anni. Oggi ne ha 26, è inchiodata su una sedia a rotelle, non parlerà più, non avrà mai una vita normale. Ha avuto dallo Stato un risarcimento di tremila euro e percepisce una pensione di nemmeno 300 euro mensili. Non ha né fisioterapia specializzata, né logopedia, nemmeno una carrozzina adatta al suo stato. Perché vive in una struttura per pazienti lungodegenti in stato completamente neurovegetativo. Lei che ha fatto, senza aiuti continuativi, il piccolo miracolo di non diventare un vegetale. Lei che comprende tutto e tutto ricorda, lei che sa usare cellulare, tablet, computer. Ma non ha a disposizione nemmeno i mezzi minimi per una vita che sia degna di questo nome”.

Parlammo già di Chiara, venne in redazione la mamma a raccontare come la ragazza di Cerveteri fu vittima di violenza da parte del fidanzato e di come continuasse il suo impegno affinché Chiara tornasse ad essere libera. “Dopo quattro mesi in coma e altri sei in subintensiva all’ospedale San Camillo, è stata trasferita al Santa Lucia per poi approdare a Casa Iride (Associazione Risveglio Onlus) di Torrespaccata, dove tuttora risiede. Una struttura eccellente – afferma Danielle – per i pazienti in stato vegetativo, ma Chiara è sveglia dal 4 gennaio 2015. Ora è come se fosse in carcere”. Era gennaio 2020, ancora oggi si lotta per lei. Fiore d’acciaio, la storia di Chiara lo prova.

Questo libro si propone di promuovere una normativa che risarcisca e tuteli le donne che sopravvivono ad un femminicidio. Normativa che già esiste a livello europeo, non recepita nel nostro Paese. Con il ricavato del libro, l’autrice conta di poter dare a Chiara la possibilità di vivere una vita dignitosa, a partire da una carrozzina dotata anche di un comunicatore. Qualcosa che in un Paese civile accadrebbe non certo ad opera di singoli privati.

Durante la presentazione del libro avvenuta il 19 ottobre 2021 presso l’archivio centrale dell’Unione donna italiane a Roma ha parlato ancora la mamma di Chiara spiegando «cosa significa per una donna sopravvivere a un femminicidio: una doppia condanna».