EN GARDE, UN UOMO DI NOME ANDREA

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Andrea Pellegrini

Da atleta a maestro: la forza delle immagini raccontano la vita, l’amore e la determinazione di un campione.

di Barbara Pignataro

‘Non è l’ostacolo che si pone davanti, piuttosto come lo si guarda’. É quel che resta del pomeriggio di oggi. Trascorso nella Biblioteca Peppino Impastato di Ladispoli in compagnia  di Andrea Pellegrini. In occasione della presentazione di “En Garde”, un libro che lo presenta al mondo con fare intimo, schietto e solare. Come il suo sorriso che riempie il cuore, da sempre, quando ti guarda.

Non ha bisogno di troppe presentazioni Andrea è cresciuto a Ladispoli come molti dei presenti in sala, compagni di giochi o di scuola, insegnanti, parenti e amici emozionati in questo giorno di festa che ha celebrato i successi di una vita dedicata allo sport, l’uomo che è diventato e la nuova via che intende percorrere.

Andrea Pellegrini
L’accettazione di se stessi è il primo passo, per iniziare a volare

Andrea ha condiviso con noi la scelta di dedicarsi all’insegnamento, la maturità raggiunta e il forte desiderio di donare al prossimo quello che lui stesso ha ricevuto a suo tempo: l’attenzione. Quell’attenzione che tutti meritano nei momenti in cui si cade, quando arriva l’ostacolo che sembra insormontabile e che lui è riuscito a trasformare in opportunità. Ascoltando le sue parole, il racconto della sua vita tutto sembra possibile e già questo  vale l’essere stati presenti in biblioteca oggi.

Una lettura consigliata quella di En Garde, parole e immagini che si alternano e rapiscono. Per la bravura di Fabio Renzi che ha saputo catturare negli anni l’essenza del campione, basterebbero gli scatti a far comprendere l’anima di Andrea, anche a chi non lo conosce personalmente. Magnetico, resiliente e orgoglioso cittadino del mondo. L’opera si arricchisce delle parole di Diana Pintus, non una semplice biografia, il linguaggio lineare e intimo adottato accorcia le distanze, avvicina all’uomo e all’atleta, senza barriere. In perfetta sintonia con Andrea, intento ad abbattere il più possibile le barriere di chi vive una disabilità.

Andrea Pellegrini

 

 

Ho sentito di Andrea dai media, l”ho contattato, è iniziata l’avventura. Un esempio di resilienza, oltre il dolore, l’incidente, ha vissuto la sua vita a 360 gradi, siamo diventati amici“. Dice di lui il fotografo Fabio Renzi.

A turno i presenti hanno raccontato qual’è stato il contributo apportato nella vita del protagonista, e quanto ricevuto, in termini di amicizia, rispetto, insegnamento. Comune a tutti la parola inclusione legata allo sport. La scherma e il basket hanno visto vincere europei, mondiali, olimpiadi a Pellegrini, il suo talento lo ha condotto oltre confine.

Torna a casa vincitore e omaggia la città dove è nato con la prima presentazione di “En Garde”. Non solo esprime l’intenzione di dedicare talento, energie e tempo alla comunità. Una polisportiva, un progetto ambizioso che dona speranza di un futuro migliore a tanti bambini del territorio: “Le persone disabili non possono fare tutti gli sport, ma molti si: la scherma, il calcio balilla, il tennis da tavolo. Bisogna offrire loro questa opportunità” – dichiara Andrea – a Ladispoli sono tanti i disabili, per me sarà una gioia. Ho tanto  ancora da imparare ma sono pronto a dare il mio contributo a chiunque intende provare”.

Andrea Pellegrini
“Nello sport non ci sono diversità”

 

Oltre alla famiglia, con Andrea Pellegrini erano presenti in biblioteca, il sindaco di Ladispoli Alessandro Grando e l’assessore alla Cultura, Turismo e Sport, Marco Milani. Carmine Autullo, suo primo maestro, il presidente della Federazione Italiana Scherma, Giorgio Scarso e Vincenzo de Bartolomeo, in qualità di moderatore.