Il comandante Blasi: “Quando la natura si scatena non puoi fare molto”

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Il comandante Sergio Blasi

Il responsabile della polizia locale di Ladispoli ci spiega i piani per fronteggiare emergenze e calamità naturalidi Giovanni Zucconi

Questa settimana pubblichiamo la seconda parte della nostra inchiesta sulla preparazione e sulla capacità, delle Protezioni Civili comunali di Cerveteri e di Ladispoli, di affrontare le emergenze che possono capitare sul nostro territorio. Abbiamo parlato con il Comandante Marco Scarpellini di Cerveteri soprattutto di terremoti, ma in questa seconda puntata, dedicata a Ladispoli, era inevitabile parlare con il Comandante Sergio Blasi soprattutto della recente emergenza provocata dalla tromba d’aria.

Comandante Blasi, secondo lei Ladispoli è preparata per fronteggiare le emergenze?

“A Ladispoli abbiamo un piano di emergenza di Protezione Civile, che stiamo rivedendo anche in considerazione di quello che è successo i primi giorni di novembre”.

Non avevate previsto l’evenienza di una tromba d’aria?

“Si è trattato di un vero e proprio tornado, classificato di terza categoria, con venti dai 200 ai 250 Km orari. Nel nostro piano, come in quelli dei Comuni rivieraschi, non era stata prevista una situazione del genere. Da noi, a fine estate, di trombe d’aria ce ne sono sempre state. Ma fino ad adesso, a parte casi molto circoscritti, avevano sollevato solo qualche ombrellone dalla spiaggia. Nessuno aveva mai immaginato venti così forti come quelli della scorsa settimana”.

Quindi siete stati colti impreparati?

“Non proprio. La macchina dell’emergenza è riuscita a funzionare anche in presenza di questo caso eccezionale. Abbiamo avuto un leggero ritardo alla partenza perché il nostro comando era stato investito in pieno dal tornado: le strade intorno non erano percorribili e non potevamo uscire con i mezzi. Ma alle 18:00, dopo meno di un’ora dall’evento, era già attivo il Centro Operativo Comunale presso il municipio, presieduto dal Sindaco Paliotta e composto, oltre che da me, dal Comandante della stazione dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Poi, vista l’entità del fenomeno e dei danni, si è aggiunto anche il delegato del Prefetto per poter coordinare le forze sovraccomunali come i Vigili del Fuoco.”

Quindi la macchina dei soccorsi si è messa in moto subito?

“Si. Abbiamo fatto intervenire subito la nostra Protezione Civile. L’abbiamo inviata sulle principali arterie a liberare le strade dagli alberi caduti. Questo perché qualsiasi altro soccorso che doveva arrivare dagli altri posti, se non liberavamo l’Aurelia e le strade principali interne di Ladispoli, non sarebbe potuto intervenire. Inoltre è stato immediatamente istituito un presidio di comando dei Vigili del fuoco presso il COC. A sera sono arrivati gli ingegneri dei Vigili del fuoco per fare le necessarie verifiche, che però erano già state iniziate dai nostri tecnici comunali. Per prima cosa abbiamo fatto una verifica strutturale sulle varie abitazioni che avevano avuto i maggiori problemi, soprattutto nella zona di via Ancona”.

Abbiamo letto di carenze di attrezzature per i Vigili del fuoco…

“Purtroppo il presidio di Cerveteri-Ladispoli non aveva a disposizione delle scale mobili, che in questi casi sono indispensabili. Le scale adesso sono arrivate. Era evidente anche una loro carenza di personale, ma quella è comune un po’ a tutti. Consideri che i Vigili urbani di Ladispoli sono sotto organico del 50%. La carenza di personale per i Vigili del fuoco è stata compensata dalla loro proverbiale disponibilità a fare turni massacranti. Alcuni di loro hanno lavorato anche per 24 ore di fila, facendo dei lavori molto pesanti e pericolosi”.

Se ci fosse stata una preparazione diversa, si sarebbe potuto garantire un impatto minore sulle cose e le persone?

“Direi proprio di no. Quando la natura si scatena in quel modo, tu non puoi fare nulla. Puoi solo cercare di salvare le persone. Nella disgrazia siamo stati fortunati perché stava piovendo, e le persone erano rimaste in casa. Non c’era gente per strada. In altre condizioni, se non avesse piovuto, i feriti e forse i morti, sarebbero stati molti di più”.

Dopo il tornado ci sono ancora delle emergenze in strutture pubbliche?

“Delle strutture pubbliche, quella più colpita era stata la scuola Ilaria Alpi, che però è stata riconsegnata all’inizio della settimana. Stiamo inoltre aiutando la popolazione con la raccolta dei materiali di risulta derivanti dai lavori di ristrutturazione. In meno di una settimana siamo tornati in una situazione di quasi normalità”.

Ha detto prima che bisognerà riscrivere il Piano dei Rischi?

“Dobbiamo cominciare a prevedere che ormai questi eventi possono accadere spesso. Dobbiamo istituire dei punti di osservazione e monitoraggio, che saranno a cura delle Capitanerie di porto e dei servizi metereologici. Questo monitoraggio dovrà fornici le indicazioni per eventuali avvisi preventivi alla popolazione. Avvisi che saranno inviati anche tramite tecnologie moderne come Facebook o WhatsApp”.

La Protezione Civile comunale di Ladispoli ha uomini e mezzi sufficienti?

“In questo momento disponiamo di una quarantina di volontari. Per i mezzi siamo un po’ carenti. Abbiamo solo due mezzi, di cui uno obsoleto. La protezione civile di Ladispoli è costituita da tre gruppi: il gruppo comunale, il gruppo “La Fenice”, che si occupa soprattutto di sanità con le sue attrezzature sanitarie e le sue ambulanze, e il gruppo “Dolphin sommozzatori”, che si occupa principalmente di soccorsi in mare. Tutti, nelle emergenze, vengono coordinati da me”.

C’è attenzione verso la Protezione Civile da parte delle Amministrazioni di Ladispoli?

“Devo dire che le varie Amministrazioni hanno sempre avuto molta attenzione. C’è una buona collaborazione tra noi che operiamo, e la parte politica che decide. Purtroppo questa attenzione non sempre si è sempre tradotta in fondi di bilancio: ci vorrebbero più risorse. Fortunatamente noi gestiamo, nella sua totalità, gli introiti delle contravvenzioni. Il Comune ce l’ha sempre fatti gestire a noi. Con i soldi delle contravvenzioni facciamo, per esempio, investimenti sulla sicurezza, con l’installazione di telecamere per la videosorveglianza, che tra le altre cose sono state utilissime per seguire l’andamento della situazione innescata dal tornado. Inoltre stanziamo parte di questi fondi per la manutenzione e l’acquisto dei mezzi della Protezione Civile”.

Quindi avete due fonti di finanziamento. Si ricorda quanto è previsto nel bilancio del Comune?

“Tra finanziamenti della Regione e del Comune abbiamo 20, 25 mila euro l’anno”.

Non sono pochi? A Cerveteri sono molti di più.

“Ma noi non dobbiamo pensare ai bolli e alle assicurazione dei mezzi. Quelli ci servono solo per l’acquisto delle attrezzature e delle divise. Insomma, con qualche sacrificio andiamo avanti”.

C’è qualcosa che vorrebbe chiedere al Comune di Ladispoli?

“Noi in questo momento siamo carenti di mezzi strutturali. Stiamo cercando di acquistare un mezzo combinato con doppia cabina e pianale di carico”.

Quali sono i rischi maggiori per il territorio di Ladispoli?

“Oltre quello nuovo dei tornado, il rischio principale è quello idrogeologico. Non ci dobbiamo dimenticare che Ladispoli era una palude. I nostri terreni non hanno una drenaggio veloce, e quindi abbiamo facilmente problemi di allagamenti”.

Per questo tipo di rischio siete attrezzati a sufficienza?

“Sì. Siamo attrezzati con un idrovora e sei pompe più piccole. Ci aiuta anche la Dolphin che dispone di pompe di sollevamento molto grosse. Inoltre conosciamo i punti più critici da monitorare. Questi si trovano nella zona del Miami, la parte in fondo a via California, dove c’è un ansa del fiume Vaccina. Quando sappiamo che ci saranno forti piogge, monitoriamo questo punto con nostro personale, e quindi siamo pronti ad intervenire”.

Avete problemi ad acquisire nuovi volontari?

“Non è facile acquisirne di nuovi, soprattutto se si tratta di giovani. Non c’è una grande cultura del volontariato di questo tipo a Ladispoli. Abbiamo solo una decina di ragazzi. Il resto sono di età matura. Ci servirebbero più giovani, soprattutto per certe attività, come l’antincendio. Lancio un appello all’adesione di giovani volontari”.