Cervello ed ipnosi

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Dottoressa Anna Maria Rita Masin
Psicologa – Psicoterapeuta

E’ molto importante che chi lavora con la mente umana sappia anche quali sono le basi neurofisiologiche dei fenomeni psicologici. Per questo motivo, anche se sembra che il lavoro dello “PSI” si basi solo sulla comunicazione verbale (e spesso sia associato alle chiacchiere), è importante evidenziare che dal punto di vista dello stesso “PSI” si osservano e si tengono presenti varie sfaccettature dell’assistito, tipo le risposte comportamentali, la comunicazione sensoriale, emotiva nonché le basi neurologiche di ognuno di esse. Chi è specializzato, inoltre, nelle tecniche di rilassamento e nella terapia ipnotica, deve assolutamente conoscere le basi neuropsicologiche dello stato di trance, quali sono le parti del Sistema Nervoso Centrale che si attivano o si disattivano nello stato di rilassamento, nello stato di trance e nel recupero del contatto con la realtà circostante. Come ben sappiamo il nostro cervello è diviso in due emisferi, il sinistro (quello dominante nei destrimani) che è legato alle attività logico-matematiche, razionali e verbali ed evidenzia delle particolarità del tutto analizzando le singole parti di cui è composto. L’emisfero destro (il non dominante per i destrimani) è specializzato in compiti di astrazione, musicali, non verbali, visuospaziali ed integra più stimoli contemporaneamente in un lavoro in parallelo. Già da queste differenze, si deduce che l’emisfero collegato allo stato di rilassamento ed ipnosi è quello destro, mentre lo stato di veglia è legato all’emisfero sinistro. Quando, infatti, si porta la persona in uno stato di rilassamento profondo, è come se l’emisfero sinistro si prendesse una pausa. Questo è stato verificato, anche, dalla registrazione elettroencefalografiche del “ritmo alfa” che scompare quando l’individuo svolge un’attività fisica, cognitiva e mentale importanti. Il “ritmo alfa”, nelle persone non stressate, compare spontaneamente alla chiusura degli occhi e scompare con la loro apertura. Il “ritmo alfa”, quindi è legato allo stato di rilassamento e la sua attività è elevata nell’emisfero destro (nei soggetti destrimani) favorisce il pensiero creativo, le visualizzazioni e il contatto con sé. Ciò vuol dire che più si è rilassati più l’attività alfa è forte, più si è attivi meno attività alfa abbiamo. Nello stato di ipnosi, inoltre, entra in gioco anche il sistema limbico un “settore” del cervello in cui si trovano delle strutture che fanno parte del cervello più antico dell’uomo come l’ipotalamo (che regola i comportamenti legati alla sopravvivenza come l’alimentazione, la riproduzione, ecc.), l’ippocampo (fondamentale per la nostra memoria remota), l’amigdala (che ha il compito principale di gestire le nostre emozioni), ecc. Si è evidenziato che l’ippocampo favorisce l’ipnosi mentre l’amigdala ha un ruolo fondamentale nella fase del risveglio. Secondo Milton Erikson le persone vanno in uno stato di trance vigile ogni 90 minuti circa (questo è un aspetto dell’ipnosi naturalistica) per esempio quando leggiamo un libro pur avendo la musica rock nella stanza accanto oppure quando guidiamo e non ci accorgiamo del tragitto perché siamo immersi nei nostri pensieri. Durante queste modificazioni di coscienza quotidiane e naturali, nel nostro cervello succedono i fenomeni appena descritti, oltre ad altri che sono accessori all’attività che stiamo svolgendo. L’ipnosi, quindi, ha una base scientifica certa; non è magia né spettacolo. Durante la terapia ipnotica anche il terapeuta va in uno stato di trance vigile e nel suo cervello succedono le stesse cose che succedono al suo assistito.

Dottoressa Anna Maria Rita Masin
Psicologa – Psicoterapeuta

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