ARRIVA AL CINEMA LA MAGIA DELLE VELE SCARLATTE

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Pietro Marcello porta sul grande schermo una fiaba russa del novecento, “Le vele scarlatte”, tratta dal romanzo omonimo di Aleksandr Grin, con la maestria dell’artigiano. E’ il suo primo film francese coprodotto in collaborazione con RAI Cinema e ARTE France Cinéma.

di Barbara Civinini

Locandina del film – 01 Distribution

Ognuno ha una favola dentro che non riesce a leggere da solo. Ha bisogno di qualcuno che con la meraviglia e l’incanto negli occhi, la legga e gliela racconti, scriveva Pablo Neruda. Forse è anche per questo che Pietro Marcello ha deciso di raccontarci una vecchia fiaba russa, ormai dimenticata, quella de “Le Vele Scarlatte”, scritta da Aleksandr Grin, durante la guerra civile che seguì la rivoluzione del 1917.

Scarsamente apprezzato dagli editori dell’epoca per il tono romantico e antimilitarista morì da dissidente in Crimea. La storia, sospesa fra magia e realismo, è molto semplice. Juliette, giovane orfana di madre, vive con il padre, Raphaël (R.Thiéry), un soldato sopravvissuto alla prima guerra mondiale, da qualche parte nel nord della Francia. Appassionata di musica e di canto, Juliette ha uno spirito solitario. Un giorno, lungo la riva di un fiume, incontra una maga che le predice che delle vele scarlatte arriveranno per portarla via dal suo villaggio e non smetterà mai di crederci.

Juliette da piccola con il padre – 01 Distribution

Il film presentato in anteprima al 75º Festival di Cannes e alla Festa del Cinema di Roma è prodotto da CG Cinema, Avventurosa, Rai Cinema, The Match Factory e ARTE France Cinéma. Il regista preferisce definire il film più femminile che femminista e centrato sul rapporto fra padre e figlia e sulla natura femminile, che trova in Juliette (J.Jouan) la sua protagonista ideale. Anzi è stata proprio un’idea di Jouan adattare la poesia di Louise Michel “Les hirondelles” che non era prevista nella sceneggiatura. I versi sono stati trovati per caso nella fattoria scelta come set e grazie a Juliette sono diventati la canzone che chiude i titoli di coda, spiega il regista. La pellicola, per il suo genere storico, è stata accostata al film precedente “Martin Eden”, ma mentre Eden si allontana dalla sua famiglia, dai suoi affetti, per istruirsi, Juliette invece decide di rimanere al fianco del padre. Sarà solo la morte di Raphaël a libera da quel patto, che però per lei non è stato né un sacrificio né una violenza, dice Marcello. Il rapporto tra il padre e la figlia in una sorta di matriarcato di reietti, è una storia che appartiene a tutti i sud del mondo ed io guardo sempre a sud perché mi è più familiare, afferma il regista casertano.

Il regista, Pietro Marcello –  01 Distribution

Grazie anche al direttore della fotografia, Marco Graziaplena il film è stato girato con la freschezza di un documentario e c’è anche qualche immagine tratta del film di Julien Duvivier “Au Bonheur des dames” (1930) nella sequenza in cui Raphaël e Juliette vanno a vendere i giocattoli in città. Ma non è un film ricco di archivi, dichiara il regista. Quelle immagini, dice, mi servivano perché oggi è diventato impossibile ricostruire fedelmente un’epoca da un punto di vista economico e produttivo.

Le musiche del film sono del compositore libanese Gabriel Yared premiato con un César nel 1993 per la colonna sonora di “L’Amant” di J.J. Annaud e con l’Oscar nel 1997 per le musiche de “Il paziente inglese” di Anthony Minghella.