A LADISPOLI IL CAOS MENSA: ALUNNI IN PALESTRA E ATLETI FUORI

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UN BRACCIO DI FERRO PROLUNGATO QUELLO ALLA CORRADO MELONE TRA IL PRESIDE E IL COMUNE. ALLA FINE HANNO PAGATO LE SOCIETÀ DI BASKET.

Alunni dentro, sportivi invece fuori. A Ladispoli alla fine la coperta è troppo corta nella scuola Corrado Melone. Sì perché alla fine i bimbi hanno iniziato a pranzare nella palestra. Ecco un altro dietrofront sulla vicenda mensa. Un caso a dir poco complicato per il braccio di ferro tra Comune e Consiglio d’Istituto con l’Asl di Rm 4 intervenuta per bloccare il pic-nic in giardino perché gli alunni e prof erano sul prato e non più in classe: un modo per evitare contatti troppo ravvicinati secondo la scuola e il dirigente Agresti, che aveva citato l’Istituto Superiore Sanità per ribadire il concetto che è “meglio stare distanti a 2 metri che a 1”.

Il preside aveva scritto persino una lettera all’onorevole Patrizio Bianchi, ministro all’Istruzione, affinchè si attivasse per esortare la giunta comunale a concedere alla scuola il centro polivalente “Marco Vannini”. Se da una parte è salvo il pasto dei bambini del tempo pieno delle elementari e delle medie, dall’altra però a pagare il conto sono state le società sportive estromesse dall’impianto. «Che dire? – sbotta Luigi Fois, presidente della Dinamo Basket Ladispoli – Siamo molto amareggiati. La palestra Corrado Melone, in attesa del Palazzetto dello Sport in costruzione, al momento è l’unica struttura comunale che per dimensioni e caratteristiche del campo consente alle associazioni del territorio, in particolare a quelle di pallacanestro, di partecipare ai campionati giovanili e senior organizzati dalla Federazione Italiana Pallacanestro o da altri enti di Promozione Sportiva. Alcuni tornei di interesse nazionale sono già iniziati, altri partiranno a breve. Gli atleti coinvolti, grandi e piccoli, sono almeno un centinaio». Beffata anche Basket Ladispoli, l’altra società. Persino sotto ai canestri ci sono le sedie a rotelle, alcune dentro le porte da calcetto. Erano iniziati lo scorso week end i preparativi per trasformare l’impianto sportivo in un refettorio. Sanificazione, posizionamento di banchi “rotellati” rigorosamente a distanza e operatori della Cir, la ditta che gestisce il servizio a Ladispoli, pronti a servire nella palestra della Melone. In realtà sul pranzo in cortile anche un gruppetto di genitori si era opposto valutando questa scelta non in linea con i parametri di igiene e sicurezza, proprio come appurato poi dall’Asl. «Dove troveremo ora nuovi spazi? – chiede Fois – Pagheremo anche delle penali per lo spostamento di gare e orari: rischiamo di rinunciare al campionato. È vero, la scuola è di tutti ma le palestre anche». Prima dello spostamento in palestra il preside, aveva chiesto l’utilizzo del centro polifunzionale per superare ogni ostacolo. Il Comune invece aveva rifiutato la proposta del dirigente sostenendo che non tutti i bambini sarebbero entrati per via del distanziamento anti-Covid e che poi l’edificio è alle prese con alcune infiltrazioni dal tetto.

Ora il braccio di ferro non più con l’assessore all’Istruzione, Fiovo Bitti, ma con quello allo Sport. «Ci siamo rimasti male – risponde Marco Milani – non si possono lasciare due società in mezzo alla strada. Tuttavia ci stiamo attivando per trovare un’alternativa e penso che le due società di basket andranno in un’altra scuola»