A Ladispoli “abbattiamo alberi e costruiamo palazzi”

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ITALIA IN COMUNE LADISPOLI: “SEMPRE E PER SEMPRE DALLA STESSA PARTE”

Riceviamo  e pubblichiamo: È ormai un ricordo vago, quello di una ridente Cittadina di mare che faceva tesoro delle proprie caratteristiche naturali, che splendeva di luce propria grazie alle acque che la bagnavano, la spiaggia con la sabbia nera a cui tutti potevano accedere con facilitá, al maestoso bosco che, entrando da Palo, contributiva a donare freschezza e protezione, alle caratteristiche casette di un piano, agli spazi pubblici, ai centri di aggregazione culturale dove i giovani si riunivano ad ascoltare musica, guardare spettacoli teatrali, ad arricchirsi culturalmente, i giardini e gli alberi. Si, gli alberi, proprio loro, queste immense creature che rendono possibile la nostra vita, che poi se ci distraessimo rischieremmo di dimenticare quanto importante possa essere il loro ruolo tra, ombreggiature indispensabili dove trovare freschezza quando il sole estivo bollente si intrufola anche tra i rivoli piú stretti, quando contribuiscono al risparmio idrico, perché, come ben sappiamo, quando c’è ombra serve un quantitativo inferiore di acqua, e, per finire, l’immenso contributo che apportano all’ossigenazione, soprattutto, di un centro urbano quando il traffico e lo smog la fanno da padroni.

Questi ultimi giorni ci riportano l’attenzione, mentre c’è chi, con precisione chirurgica cerca di distoglierla con propaganda di strade asfaltate e giardini “pubblici” svenduti al miglior offerente, a una tendenza scellerata di questa Amministrazione Ladispolana che sembra aver inquadrato nei nostri alberi il nemico piú pericoloso, con abbattimenti sconsiderati e capitozzature, come quelle nelle ultime ore in Via Lazio, abbattendo ben cinque meravigliosi esemplari e a ridosso della Piazza Rossellini davanti al Ristorante la Tripolina.

Ormai siamo abituati, il nostro Sindaco pare proprio non rendersi conto del danno che sta provocando alla nostra comunitá, alla nostra vita, alla nostra Ladispoli.

Abbattiamo alberi e costruiamo palazzi, speculando e lucrando sulla nostra esistenza.

Cemento e catrame, sembrano ormai le uniche due vie perseguibili da un Sindaco che porterà nella propria esistenza una responsabilitá immensamente negativa sulle proprie spalle e che, continuando su questa strada, rischia di lasciare alle prossime generazioni un territorio “sempre e per sempre”, più grigio e martoriato.

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