Vermicino, la miniserie Sky “Alfredino”

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Vermicino

La notizia che Sky trasmetterà una fiction sulla morte del piccolo Alfredino Rampi ha scatenato polemiche.  

La miniserie: 21 e 28 giugno 2021

A giugno verrà trasmessa una miniserie, sulla tragedia che portò alla morte del piccolo Alfredo Rampi, per tutti: Alfredino. A trasmetterla in due parti, con due episodi ogni sera  il 21 e 28 giugno prossimi, sarà Sky che definisce la tragedia “un sasso duro rimasto nel cuore di un intero paese”. Ed è vero, per molti italiani quell’evento è ancora un trauma tanto che, le reazioni alla notizia della programmazione della miniserie, sono state discordanti. Il 13 giugno saranno passati quaranta anni da quel tragico avvenimento.

Il cast è di prim’ordine, Anna Foglietta interpreterà il delicato ruolo di Franca, la mamma del piccolo Alfredo, il ruolo del padre sarà interpretato da Luca Angeletti, Francesco Acquaroli, interpreterà il comandante dei Vigili del fuoco, nel cast fanno parte anche Vinicio Marchioni e Massimo Dapporto, quest’ultimo interpreterà il ruolo dell’allora Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, il regista è Massimo Pontecorvo. La miniserie racconterà i tentativi di salvataggio del bambino, le polemiche, la lunga diretta televisiva, fino alla conclusione drammatica, arrivata con la morte del bambino. Ecco cosa avvenne in quei drammatici giorni di quaranta anni fa.

Il fatto: 10 giugno 1981

Vermicino, vicino Frascati. In una calda estate la famiglia Rampi stava trascorrendo momenti di gioia in famiglia, la coppia aveva un figlio di nome Alfredo, 6 anni. Era  il 10 giugno del 1981 quando il piccolo stava passeggiando con il padre e con amici di famiglia,  mentre tutti si avviavano verso casa, il bambino decise di continuare a passeggiare promettendo al padre che sarebbe tornato presto. Quando fu sera inoltrata Alfredo ancora non era tornato, i genitori quindi decisero di chiamare la polizia, che iniziò le sue ricerche. La loro attenzione si spostò su un pozzo dove scoprirono la triste verità: il piccolo Alfredo era caduto nel pozzo a una profondità di 36 metri. Immediatamente iniziarono i soccorsi, fu fatta calare una tavola di legno che si incastrò a 25 metri. Fu la  prima di una serie di difficoltà incontrate nel tentativo di salvare il bambino.
Poche ore dopo il fatto arrivò la Rai nel tentativo di comunicare con il bambino attraverso i suoi strumenti. L’emittente di Stato divenne protagonista di quei drammatici giorni: interruppe la sua normale programmazione per fare una diretta continua delle operazioni di salvataggio del piccolo Alfredino. Gli italiani incollati allo schermo, immedesimati nella preoccupazione della famiglia Rampi, apprensione in salita viste le continue difficoltà riscontrate per recuperare il loro bambino che nel frattempo, rispondeva ai soccorritori che provavano gli parlargli nel tentativo di comprendere le sue condizioni. Tra i ricordi più tristi, l’urlo del piccolo che dal fondo del pozzo chiama la madre. 

La diretta televisiva continua, portò ampie polemiche alla Rai, colpevole, per una parte dell’opinione pubblica, di insistere nel mostrare le immagini. Arrivò anche il Presidente della Repubblica, Sandro Pertini che  cercò di dialogare con Alfredino, precipitato nel frattempo a 60 metri, a causa delle scosse provocate dalle trivelle usate per scavare dei tunnel nel pozzo per facilitare il salvataggio. Dopo l’iniziale ottimismo che portò i soccorritori ad avvertire l’Ospedale San Giovanni di Roma, preparandoli per il loro arrivo con il bambino, sopraggiunse lo sconforto. Tra i volontari che tentarono il salvataggio ci fu Angelo Licheri. Arrivato da Roma l’uomo si fece calare per il pozzo, arrivò a contatto con il bambino ma al momento di essere tirato su, si ruppe la corda, l’uomo fece allora un ultimo tentativo, prendere il bambino per la maglia legandolo senza successo, Alfredo però stava esalando gli ultimi respiri e Licheri tornò su da solo. Donato Caruso tentò di salvare Alfredino, anche lui senza successo e comunicò ai Vigili del fuoco che il bambino era privo di vita, era il 13 giugno 1981.

Le Polemiche

La tragedia di Alfredino Rampi è ricordata con dolore da molti italiani, lo sgomento e il dolore provati quei giorni, oltre 18 ore di diretta che alcuni genitori definirono una  squallida scelta. Pensando ai loro figli e al dolore dei genitori di Alfredino, pensando anche al fatto che in Italia c’erano avvenimenti anche più gravi da trasmettere, non solo da Vermicino. Tornano attuali le polemiche alla notizia dell’imminente uscita della miniserie, molti la ritengono una mancanza di rispetto verso la famiglia e un tentativo inutile di speculazione. Altri invece, approvano il progetto a 40 anni dalla morte del bambino. I telespettatori hanno dichiarato che faranno fatica a vedere la miniserie essendosi infastiditi solamente alla visione del trailer, “è come riaprire una ferita”. L’auspicio è che la miniserie non cerchi di spettacolarizzare la dolorosa vicenda di Alfredo Rampi, una  tragedia che  non sarà mai dimenticata, come dimostrano le reazioni.

di Christian Scala