Uscite in sicurezza: pass e bancomat

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L’obbligo crea contrasto i ricatti logorano. E vincono.

Roberto Burioni: “Secondo me l’idea del pass è ottima. Impedire a chi rifiuta il vaccino i movimenti e l’ingresso nei bar e nei ristoranti sarà più efficace di qualunque obbligo nello spingere gli indecisi a vaccinarsi“. Lo dichiara candidamente il personaggio dell’anno e rispecchia esattamente ciò che già accade in alcuni settori, il “pass” rende universale la modalità grazie alla quale ci concedono di vivere.

Finalmente si apre in sicurezza. Ma cosa significa?
Per entrare al cinema, bere un caffè, spostarsi nel Paese, assistere ad un concerto, insomma vivere in tutte le sue declinazioni è subordinato al protocollo covid: vaccino, tampone, mascherine. Il primo è gratuito, gli altri due entrano nella lista della spesa quotidiana. Sono articoli che con la salute c’entrano poco, è palese che creano solo ricchezza al produttore. L’unico immune. Non stupirebbe poi molto, inoltre, se la lotta al contante si intrecciasse casualmente con la lotta al virus: meglio ricorrere alla carta di credito, è risaputo quanto la moneta sia veicolo di batteri!
La riapertura delle gabbie il 26 aprile sarà la prova del nove per rendersi conto di come procede l’esperimento sociale: addomesticati al punto giusto?