TERREMOTO GIUDIZIARIO A LADISPOLI

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Processo “Mafia Litorale”: 17 noti cittadini rinviati a giudizio – PRIMA PUNTATA 

Vi abbiamo anticipato la settimana scorsa che il 4 maggio 2021 presso il Tribunale di Civitavecchia, davanti al giudice Dr. Giuseppe Coniglio, alla presenza del Pubblico Ministero dott. Savelli, viene chiamato il processo nei confronti di Valà Luigi, Di Giuseppe Alfonso, Jastrzebaska Aneta Urszula, Aloisi Paolo, Cucciniello Rosanna, Moroni Anna Maria, Bianchi Gioia, Landi Luigi, Folli Mauro, Morra Franco, Gentili Ugo, Guida Sonia, Bacheca Roberto, Poliandri Stefania, Paliotta Crescenzo, Pierini Marco, CASA COMUNE 2000 SOC. COOP. A R.L. 

Tutti i 17 imputati sono stati rinviati a giudizio nel procedimento, denominato “Mafia litorale”, per corruzione, abuso d’ufficio con aggravanti, esclusa quella mafiosa. Grazie al costante impegno della Procura, dopo 4 rinvii, alle ore 12.30 il Gip si è espresso mettendo un punto alla vicenda che, dal 2012 alcuni cittadini hanno voluto segnalare con missive anonime.    

Assenti gli imputati, in difesa solo i loro legali, presente in aula l’associazione Mamme Etrusche, (oggi denominata Comitato per la Legalità e l’anticorruzione) nella persona della Presidente, Francesca Toto. L’Associazione è stata ammessa parte civile, nonostante gli avvocati difensori tutti si sono opposti alla costituzione di parte civile, il Gip l’ha ritenuta legittima con la seguente formula: “… legittima appare la richiesta di costituzione dell’associazione, la quale è radicata sul territorio, e tutela diritti che potrebbero risultare lesi in relazione alle contestazioni elevate agli imputati”. 

I reati contestati dal PM Del Giudice, Migliorini e Vardaro sono diversi e qui li riepiloghiamo per come sono stati trascritti. 

Valà Luigi le contestazioni sono per reati in vari comuni per:
NEL COMUNE DI TOLFA – per corruzione cosiddetta attiva, perché quale amministratore di fatto e di diritto di società cooperative e società di capitali titolari di contratti d’appalto con il Comune di Tolfa, indebitamente prometteva a Guida Sonia, Landi Luigi, Folli Mauro, Bianchi Gioia, Morra Franco di procedere all’assunzione di numerose persone dai predetti indicate.
NEL COMUNE DI SANTA MARINELLA – per corruzione cosiddetta attiva, perché quale amministratore di fatto e di diritto di società cooperative e società di capitali titolari di contratti di appalto, indebitamente procurava al Sindaco del comune l’utilità rappresentata dall’assunzione del fratello (Bacheca Luca) presso la cooperativa Casa Comune 2000

NEL COMUNE DI LADISPOLI – indebitamente procurava al Sindaco (Paliotta) l’utilità rappresentata dall’assunzione della figlia presso la cooperativa Casa Comune 2000 dalle successive proroghe del contratto lavorativo medesimo; e sempre indebitamente procurava all’assessore Pierini l’utilità rappresentata dall’assunzione di un soggetto allo stesso legato. 

CASA COMUNE 2000 SOCIETA’ COOPERATIVA SOCIALE A R.L. 
Nei comuni di Tolfa, Santa Marinella e Ladispoli (in tutti e tre quindi) perché nell’interesse delle società, veniva commesso dall’amministratore della stessa e con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, i reati di corruzione per l’esercizio della funzione, senza che fosse adottata alcuna misura organizzativa e gestionale idonea ad impedire la commissione di reati della stessa indole rispetto a quelli per cui si procede.

NEL COMUNE DI LADISPOLI:  

Per Paliotta Crescenzo la contestazione è per corruzione nell’esercizio delle sue funzioni, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso indebitamente sollecitava ed accettava per la propria figlia, l’utilità (da Valà) rappresentata dalla assunzione con contratto a tempo determinato e dalle successive proroghe presso la cooperativa Casa Comune 2000. (2013-2014-2015) 

Per Pierini Marco la contestazione è per corruzione perché Assessore ai Lavori Pubblici del comune di Ladispoli nell’esercizio delle sue funzioni, indebitamente sollecitava ed accettava la promessa da parte di Valà Luigi dell’utilità rappresentata dalla assunzione di un soggetto a sé legato – 2015. 

Moroni, Valà e Jastrzebska, in concorso, la contestazione è per turbata libertà degli incanti perché agendo tra loro previo concerto mediante collusioni consistite nel fornire e nell’ottenere notizie riservate relative all’imminente pubblicazione di bandi di gara da parte del Comune di Ladispoli per la fornitura del servizio di URP (già assegnato alla Casa Comune 2000 soc. coop.), nella rivelazione delle imprese che sarebbero state invitate alla gara medesima, nonché nello scambio di notizie e dati (diretti a integrare il contenuto della offerta da presentare) idonei ad avvantaggiare le imprese del Valà, turbavano il regolare svolgimento della gara indetta dal comune di Ladispoli per i servizi di URP. 2016. 

Barbara Pignataro