SINDROME POST-ABORTIVA

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sindrome post abortiva

In questo articolo parlo dell’aborto.

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Voglio chiarire subito che non prenderò né una posizione politica né una posizione religiosa, ma è un’analisi puramente psicologica. L’aborto viene considerato un evento luttuoso per la donna, per l’uomo e per la coppia; può assumere, anche, caratteristiche di evento traumatico.

Si parla, infatti di Sindrome Post-Abortiva (SPA) per la donna e di Male Postabortion Trauma (MPT) per l’uomo, ossia di un insieme di sintomi che possono insorgere immediatamente dopo l’aborto oppure rimanere latenti per anni; questi sintomi emergono sia che si tratti di aborto spontaneo, sia che si tratti di aborto volontario sia che si tratti di aborto terapeutico.

È stato notato che la SPA (e la MPT) sono più forti nelle donne (e nei loro partner) che hanno subito un aborto spontaneo (e la sua forza è maggiore con l’aumentare del numero degli aborti), più che nelle donne che hanno scelto l’interruzione volontaria della gravidanza. Nell’uomo partner della donna che ha deciso per l’interruzione volontaria della gravidanza, invece, la MPT può assumere aspetti più o meno pesanti a seconda che l’uomo era contrario o favorevole alla decisione. Per esempio, può pensare di non aver fatto di tutto per impedire l’interruzione oppure di pentirsi di aver accondisceso all’interruzione e di pensare spesso al bambino mai nato. È qui che viene minata la sua immagine di virilità come uomo forte e decisionale, perché pensa di aver ceduto o che il pentirsi sia un sentimento escluso dall’immagine di uomo forte.

Nelle coppie con una storia di aborto spontaneo si evidenzia un dolore che è molto simile al dolore di perdita, con la presenza di shock e di incredulità accompagnati, spesso, da senso di vergogna, senso di impotenza, senso di colpa, tristezza che può portare a depressione. Spesso questo corredo di sintomi si allevia in un tempo di 6 mesi circa oppure con l’arrivo di una nuova gravidanza e la nascita di un figlio che, però, possono essere vissuti in modo estremamente ansioso. Nella donna, invece, possono emergere anche disistima e una svalutazione dell’immagine di sé come donnaprocreatrice. Nella coppia possono emergere anche disturbi nella sfera sessuale o come blocco nella sessualità o come ipersessualità legata, però, al solo concepimento oppure, elemento da non sottovalutare, una sessualità vissuta ed agita in modo diverso nei due partner. Nella donna si possono verificare disturbi del ritmo sonno-veglia, dell’alimentazione difficoltà nella comunicazione dei suoi vissuti nonché ricordi intrusivi (improvvisi ma molto vividi) dell’esperienza dell’aborto. Nell’uomo, più che nella donna, solitamente emergono rabbia e collera sia verso l’esterno, sia verso se stessi e la coppia. Molto spesso la coppia cerca in tutti i modi di non voler pensare a quel bambino mai nato e ci può riuscire benissimo per moltissimi anni ma il ricordo può riemergere per caso, per esempio col ricordo della data dell’aborto o della presunta data del parto.

Spesso la SPA è più devastante quando la donna non ha un sostegno famigliare di accoglimento del dolore. Spesso la coppia porta dentro di se il segreto dell’interruzione di gravidanza come una “loro cosa” che li unisce oppure li separa. Spesso l’evento dell’aborto è un evento di cui non si vuole parlare ma che mina la salute psicologica della donna, dell’uomo e della coppia.