PERSONE FRAGILI, BONUS CONGELATI

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bonus congelati
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PER MALATI DI ALZHEIMER E DISABILI I SOLDI CI SONO MA NON ARRIVANO.

Fondi regionali messi a disposizione dei richiedenti che stentano ad arrivare. La Regione promette bonus per disabilità ed assistenza, alle famiglie bisognose con un reddito basso che necessitano di assistenza per un loro caro, e che, una volta ammessi alla graduatoria, assumono badanti ed assistenti. Passano le settimane, i mesi, senza che vengano accreditati i soldi promessi.

Un bel problema questo per chi è chiamato a fronteggiare situazioni critiche per via dell’Alzheimer e di altre disabilità dei propri familiari. Oltre il danno, la beffa perché i soldi vengono in pratica anticipati per assumere la badante o l’assistente familiare, da utenti che redditualmente non potrebbero sostenere quella spesa e cosa ancora più grave il rimborso tarda inspiegabilmente ad arrivare.

Tante persone anche a Ladispoli e Cerveteri si trovano in enorme difficoltà. In primis perché devono convivere con la malattia di un papà, di una mamma, di un fratello o di un figlio disabile. E poi perché solo virtualmente possono contare su questo aiuto economico, ricevuto sulla carta dalla Regione, ma non garantito mensilmente.

È davvero dura e per assumere una badante o affidarsi a una cooperativa specializzata o si anticipano i soldi, o si è costretti a farne a meno e licenziare la figura di fiducia assunta. Un colpo basso senza precedenti ai pazienti più fragili e alle loro famiglie. Il mistero. Ma perché i fondi regionali destinati alle associazioni o ai parenti che si occupano dello svolgimento delle attività di assistenza ai malati di Alzheimer e ai loro familiari non arrivano? Una delle risposte è che in presenza dei requisiti richiesti, l’accesso è legato alle risorse effettivamente disponibili, come capita anche per altri tipi di benefici.

È una materia molto delicata e i Comuni di Ladispoli e Cerveteri, sollecitati sul caso, sostengono di avere le mani legate nonostante si tratti di una materia molto delicata. Le due amministrazioni comunali dunque gettano la spugna al cospetto di un sistema farraginoso che di fatto “illude” i cittadini.

La Regione Lazio tra l’altro ha appena stanziato 15 milioni di euro e altre risorse sono nazionali. Difficoltà anche per le disabilità. Di queste situazioni se ne fa carico Fabio Paparella, consigliere comunale di opposizione. «Non sono accettabili ritardi per chi vive quotidianamente una disabilità grave o gravissima – afferma l’esponente della lista civica Ladispoli Attiva – e si è visto riconosciuto il diritto di ricevere dei contributi per potersi permettere l’assistenza domiciliare.

I sindaci del nostro distretto facciano tutto il possibile per sensibilizzare la Regione sull’impatto drammatico che possono avere ritardi nei pagamenti in questo ambito. Ci risulta che ancora manchino all’appello i rimborsi di dicembre, quando siamo quasi a metà febbraio». Le critiche non finiscono qui. «Non tutti gli utenti sono in grado di anticipare per mesi queste somme e non si possono scaricare le inefficienze della pubblica amministrazione sui più fragili. In questo senso è fondamentale accelerare sull’istituzione del consorzio sociale a Ladispoli e Cerveteri. Alcuni di questi ritardi derivano infatti dal passaggio del capofilato da Ladispoli e Cerveteri».

È un incubo anche per chi deve anticipare i soldi per i proprio cari affetti di Alzheimer e magari non ha disponibilità in quel momento. «Tramite caf di Ladispoli – ammette un utente – ci è stata accolta la liquidazione di 700 euro mensili per un anno e dopo aver assunto una badante questi soldi non sono ancora arrivati. Dopo due mesi siamo costretti a valutare se licenziarla. Il sistema non ci salvaguarda».