Mitreo del Circo Massimo: la magia della Roma sotterranea

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Nelle immediate vicinanze della Bocca della Verità, di fronte a Circo Massimo, si trova un luogo magico, che testimonia l’importanza della pratica religiosa del dio Mitra nella cultura dell’antica Roma: il Mitreo del Circo Massimo.

ROMA. Il nome con il quale questo luogo è conosciuto deriva dall’antico dio Mitra e, trovandosi al di sotto del livello stradale, si tratta di un tempio rimasto quasi completamente intatto. Un luogo di culto pagano, all’interno del quale venivano effettuati anche sacrifici animali. Durante gli scavi avvenuti negli anni ’30, infatti, sono stati ritrovati piccoli canali per lo scolo del sangue, ossa di animali di piccola taglia, due denti di maiale e alcuni basso rilievi cruenti che spiegano come si svolgevano i rituali.

Uno dei tanti mitrei che sono presenti a Roma e che custodisce alcuni dei misteri di questo culto segreto.

Il Mitraismo fa la sua prima comparsa in città intorno al I secolo a. C. e da quel momento inizia a diffondersi velocemente nella società. Si tratta di una religione proveniente dall’antica Persia che i romani modificheranno, adattandola alle caratteristiche della loro cultura.

Nel Mitreo del Circo Massimo si trova una piccola area (apparitorium) dove, probabilmente, gli iniziati avevano la possibilità di cambiare i loro abiti, vestendone altri sacri insieme a maschere particolari. In seguito, si dirigevano in un’altra piccola stanza (spelaeum), nella quale si svolgeva il rituale, all’interno della quale è presente un rilievo di Mitra che ne racconta la leggenda. L’ambiente poteva contenere circa 30 fedeli, principalmente uomini, legati al mondo militare e pubblico. Il pavimento del santuario mitraico era realizzato in lastre di marmo riutilizzate e, oggi, ancora è visibile un tondo in splendido alabastro fiorito proveniente dall’Egitto.

Il Sol Invictus è rappresentato nell’atto di uccisione del toro (tauroctonia) che, si immagina, avvenuta all’interno di una caverna. Dal sangue dell’animale nasce il primo giorno di vita sulla terra. Sull’opera, infatti, sono rappresentati tre personaggi che stanno ad indicare l’alba, il giorno e il tramonto (rispettivamente Cautes, Mitra e Cautopates), affiancati da elementi naturali, come la spiga di grano, il sole, la luna e le stelle, che simboleggiano la nascita della vita e l’Universo. Alcuni ritengono che la rappresentazione di questi ultimi elementi siano legati alle costellazioni e Mitra la divinità che regola la processione degli equinozi.

Inoltre, sul rilievo sono presenti elementi nei quali si identifica il male, come il cane, il serpente e lo scorpione che, bevendo il sangue del toro o inserendo del veleno al suo interno, provano a bloccare l’azione del dio Mitra.

I cristiani non vedevano di buon occhio questo misterioso culto e lo chiamarono “castra tenebrarum” (accampamenti delle tenebre), in opposizione ai “castra lucis” della religione cristiana.

Nonostante le fonti siano poche, sembra che esistano alcuni collegamenti tra questo culto e la religione cristiana. Un elemento fondamentale che avvalora questa tesi, infatti, risiede nella nascita del dio Mitra, celebrata il 25 dicembre, data coincidente con il Natale cristiano.

Scendere nel buio mitreo del Circo Massimo è un’esperienza unica, che rivela una Roma sotterranea ricca di splendore.

Flavia De Michetti