LADISPOLI, IN ARRIVO LA STANGATA SULL’ACQUA

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Acea

SINDACO GRANDO PREOCCUPATO DOPO LA NOTIZIA DELL’AVVIO DEL COMMISSARIAMENTO AD OPERA DELLA REGIONE LAZIO. “LE TARIFFE PRONTE AD AUMENTARE DEL 40%”. IL 28 GENNAIO FISSATO UN CONSIGLIO COMUNALE APERTO.

Come una mannaia dal cielo questo 2020 si è aperto con una notizia forte anche se attesa da tempo: il commissariamento del servizio idrico avanzato dalla Regione Lazio. Bersaglio il comune di Ladispoli, e di conseguenza i cittadini che si ritroverebbero alle prese con un cambio di gestione stabilito comunque da una legge dello Stato.

L’acqua non più gestita dalla Flavia Servizi bensì da Acea proprio in virtù dell’iter avanzato dalla Pisana per esercitare i poteri sostitutivi nei confronti del municipio di piazza Falcone. Anche se l’amministrazione comunale già da tempo aveva avviato le procedure richieste dalla legge per procedere con il trasferimento del servizio idrico ad Acea Ato2. In virtù anche della doppia sconfitta, assieme ad altri comuni, al Tar del Lazio e al Consiglio di Stato. Aldilà del tecnicismo e degli aspetti burocratici e semmai se ce ne fossero anche di politici su questa vicenda, in fondo ai cittadini interessa soprattutto sapere quali siano gli scenari futuri.

A cominciare dai costi Non è da escludere infatti – e questo potrebbe essere l’aspetto meno lieto – un aumento sulla bolletta. Dieci, 20 o addirittura 40 per cento come sostiene il sindaco di Ladispoli?  Il futuro è incerto ma ci sono sostanziali differenze tra i comuni di Ladispoli e Cerveteri su quanto si paghi al metro cubo. In realtà non è facilissimo districarsi bolletta alla mano, snocciolare le varie fasce o le tabelle per ogni soglia. Una cosa è però certa: le bollette a Cerveteri sono più alte che a Ladispoli.

Disservizi Un altro tasto dolente riguarda la tempestività negli interventi. Sotto gli occhi di tutti la celerità nelle riparazioni fornite dagli operai della Flavia in grado di raggiungere il punto dell’emergenza in pochi minuti anche di domenica. A Cerveteri gli abitanti si sono sempre lamentati constatando al contrario, una lentezza nel ristabilire la normalità. In molti poi hanno segnalato distacchi del servizio senza preavviso. E di costi extra tra cui 100 euro per il distacco e altri 100 per il riallaccio.

Sede distaccata Altra beffa. I ladispolani per ogni evenienza dovrebbero quasi certamente raggiungere Cerveteri dove Acea ha un ufficio e sempre per altro intasato per il numero di utenti che affollano i locali chiedendo lumi. I lavoratori invece non rischierebbero nulla passando da un gestore all’altro. In ballo semmai c’era solo la questione degli stipendi a rischio taglio della Flavia Servizi, in virtù di un colpo di forbice messo in cantiere come ipotesi dalla giunta comunale ma che con Acea, anzi, potrebbe congelarsi.

Il provvedimento emanato dalla Regione tuttavia è stato definito “inspiegabile e senza senso” dal primo cittadino di Ladispoli, Alessandro Grando. Sindaco che ha anche affermato pubblicamente di aver già provveduto a scrivere una lettera al Presidente Nicola Zingaretti, all’Assessore Mauro Alessandri, che è il promotore del commissariamento, e al Presidente del Consiglio delle Autonomie Locali. L’incontro Nel frattempo è stato convocato per martedì 28 gennaio un Consiglio comunale aperto per affrontare la questione. “Nel corso dell’assemblea – aggiunge in una nota stampa Grando – decideremo la data della grande manifestazione popolare in cui inviteremo i cittadini a scendere in piazza per manifestare contro quella che riteniamo essere una grande ingiustizia, visto che saremo destinati ad un netto peggioramento del servizio idrico e ad un aumento delle tariffe di circa il 40%”.