LADISPOLI “IL PAESELLO” DEI BALOCCHI

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“IL PAESELLO” DEI BALOCCHI. IL COMUNE DI PESCARA SPENDE 60 MILA EURO PER EMIS KILLA E GUE PEQUENO, QUELLO DI LADISPOLI 200 MILA.

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Ladispoli Attiva: Davvero “in questo paesello” – per citare il nostro primo cittadino – si pensa che i compensi di Max Pezzali (che ha da poco riempito il Circo Massimo), Blanco, o Negramaro possano essere paragonati a quelli di Emis Skilla e Guè Pequeno (dove quest’ultimo neanche in esclusiva si esibisce qui a Ladispoli)?

Oppure, c’è davvero qualcuno che riesce seriamente a confrontare dal punto di vista economico i “Capodanno in piazza” di città come Palermo (670.000 abitanti), Messina (236.000 abitanti), o Cagliari (154.000 abitanti) con quelli di Ladispoli (41.000 abitanti)? Non è forse evidente che a Palermo il concerto costa 0,90 € per abitante, mentre a Ladispoli raggiunge gli 8,4 € per abitante?

Caro sindaco Grando, non si tratta tanto di mentalità provinciale (come sostiene nel suo comunicato), quanto di evitare di prendere in giro i cittadini, facendo credere che uno sperpero di denaro pubblico come “il suo Capodanno in piazza” sia davvero un bene per Ladispoli.

A tal proposito, considerato che il sindaco ha fornito alcune cifre per difendere l’operato della sua giunta, procediamo a presentarne alcune anche noi.

Come è possibile che a Pescara il compenso del duo Killa-Pegueno per un concerto di qualche anno fa sia stato di 60.000 euro (scatenando tra l’altro una forte irritazione tra i consiglieri di Fratelli D’Italia pescaresi che lo reputavano troppo esoso), mentre qui a Ladispoli (secondo il bilancio preventivo) si preveda un costo di 200.000 euro?

Analogamente, come è plausibile che a Oristano un concerto di Emis Killa abbia comportato una spesa di 75.000 euro per il Comune (comprensivi non solo del compenso, ma anche di tutti gli altri costi come palco, servizi, ospitalità, ecc.), mentre qui con l’aggiunta del solo Pequeno si arrivi alla cifra astronomica di 345.000 euro? Non si dica che è Capodanno… Perché gli artisti non sono neanche in esclusiva e quindi dovrebbero costare di meno.