LA PERSONALITÀ ISTERICA

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oersonalità isterica

Il sintomo isterico può servire ad attirare l’attenzione e la simpatia degli altri.

Dottor Riccardo Coco
Dottor Riccardo Coco
Psicologo – Psicoterapeuta

La psicopatologia dei pazienti isterici è stata la base su cui si è costruita la struttura iniziale della psicoanalisi, anche se difficilmente oggi vi sono i drammatici casi descritti dagli psicoanalisti degli inizi del ‘900: sono diventati molto rari, infatti, i sintomi allora tipici come le paralisi agli arti, la cecità, le anestesie totali, le convulsioni, gli svenimenti, etc. Seppur meno eclatanti di allora i sintomi isterici “di oggi” assolvono però alle stesse inconsce funzioni psicologiche: in primo luogo, permettono alla persona di evadere dalle situazioni spiacevoli “salvandosi la faccia”, nel senso che è il suo corpo che inconsciamente agisce ciò che la persona a livello cosciente nega di sentire o pensare: sintomi fisici che compaiono convenientemente, permettendo di evadere da situazioni sgradevoli, e che poi “superato il pericolo” spariscono repentinamente.

Esempi tipici sono le emicranie “comode”, oppure l’improvvisa “febbre” o la “colica acuta” che impediscono di andare a scuola la mattina (proprio quando c’è la temuta interrogazione) e che poi poche ore più tardi spariscono senza più tornare.
In secondo luogo i sintomi isterici possono servire come vendetta o punizione nei confronti di persone verso le quali il soggetto nutre risentimento: per esempio la mancanza di desiderio sessuale verso il partner può essere un modo per esprimere verso questo la propria rabbia inconscia, negando al contempo di provare a livello cosciente alcun sentimento ostile.
In terzo luogo, il sintomo isterico può servire ad attirare l’attenzione e la simpatia degli altri, attraverso una “somatizzazione” che stimoli “il prendersi cura” negli altri. E Fin qui il senso dei sintomi isterici: ora vediamo meglio, invece, la personalità degli isterici: essa è dominata dal bisogno urgente ed inconscio di piacere agli altri così da superare, in tal modo, la paura di non essere capaci a farlo.

Per ottenere tale scopo gli isterici utilizzano (sempre inconsapevolmente):
1) drammatizzazioni esagerate delle emozioni che li fanno apparire “teatrali” nel modo di esprimersi, tanto che il dubbio che può venire in chi li ascolta è che essi “fingano” emozioni che non sentono;
2) atteggiamenti palesemente seduttivi (sessuali e non). Le persone con tratti di personalità isterici si considerano sconfitte ed incapaci di competere alla pari con gli altri. Si sentono soprattutto trascurate e, da bambini, spesso lo sono state realmente. E come si comporta un bambino che scopre che gli adulti non comprendono i suoi bisogni né cercano di soddisfarli quando vengono resi chiari? Diventa esigente ed “affamato” d’attenzione, esagera drammaticamente i suoi bisogni oppure adotta sotterfugi per ottenere indirettamente ciò che vuole. La malattia fisica viene accettata in genere come ragione valida, per esempio, per non andare a scuola o per tornare a casa da scuola (i mal di pancia “comodi” che compaiono in classe e che poi a casa scompaiono quasi subito ne sono un esempio) e possiede, altresì, il vantaggio di assicurare attenzione dagli adulti.
I modelli comportamentali di questo genere vengono adottati dai bambini perché, all’epoca, erano gli unici o i più efficaci a funzionare, in quanto riuscivano a persuadere gli adulti a prestare attenzione ai loro bisogni. Quando tali modelli persistono inappropriatamente nell’età adulta, li definiamo“isterici”.