LA GORGONE MEDUSA

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I Vasi Parlanti di Ennio Tirabassi
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«Era in origine Medusa, una delle donne più belle del mondo. Tutti la volevano e lei pietrificava».

 

I Vasi Parlanti di Ennio Tirabassi

 

Siamo a Cerveteri nella necropoli di San Paolo nella tomba 2, dove è stata trovata una delle Gorgone più antiche, una raffigurazione che risale al VII secolo a.C. rinvenuta in un contenitore di bronzo e conservata oggi al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.

La maschera appartiene ad uno dei corredi più sontuosi ritrovati in Etruria. Sebbene Medusa sia comunemente considerata un mostro, la sua testa viene inquadrata miticamente come un amuleto protettivo, in grado di tenere lontano il male e rendere giustizia all’eroe.

La leggenda narra che Perseo, figlio di Zeus, ricevette l’elmo dell’invisibilità da Ade, un paio di sandali alati di Ermes, uno scudo di bronzo riflettente da Atena e una spada da Efesto per proteggersi per assolvere il compito di tagliare la testa di Medusa. L’unica mortale delle tre figlie di Forco e Ceto, due orribili mostri marini, Medusa sembra fosse bellissima e tutti la volevano. Anche Poseidone, dio del mare, fu attratto dalla sua bellezza, la desiderò e la prese nel santuario di Atena, divinità delle Arti, della Sapienza e della Guerra. La dea trovò vendetta trasformando i capelli di Medusa in serpenti, in modo che chiunque la guardasse direttamente si trasformasse in pietra. Diventa una creatura mostruosa e viene chiamata Gorgona. Perseo donò ad Atena la testa di Medusa, che la fissò sulla sua egida (uno scudo) per spaventare i nemici.

La maschera fu trovata a Cerveteri nella Tomba di San Paolo dall’archeologa Maria Antonietta Rizzo, a curarne il restauro fu F.R. Mizzoni nel laboratorio di Ennio Tirabassi, di cui ammiriamo i disegni.