“La discriminazione e la violenza non sono opinioni”

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legge zan

Il Paese che Vorrei per l’approvazione della legge contro omolesbobitransfobia e misoginia.

Dispiace che anche nella nostra cittadina ci sia stata una pur piccola manifestazione di “benpensanti” (una volta si chiamavano così) secondo i quali tutelare soggetti vittima di discriminazioni e violenze coincide con una limitazione della libertà di espressione.

Le cose non stanno così. La legge Zan contro l’omolesbobitransfobia e la misoginia non obbligherà un prete a celebrare il matrimonio tra due donne. Non costringerà nessun eterosessuale a diventare gay o lesbica. E non impedirà a nessuno di esprimere delle opinioni. Se la cosa non fosse già chiara a una lettura del testo originale, facciamo presente che in sede di commissione è stata proposta ed accettata un’aggiunta “bi-partisan”, seppure inutile in quanto ridondante, che recita letteralmente: “Ai sensi della presente legge, sono consentite la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee e alla libertà delle scelte”. Chiunque sostenga che questa sia una legge liberticida ha dunque torto, a meno che la “libertà” che si vuole difendere non sia quella di insultare, discriminare, aggredire, violentare, uccidere.

L’obiettivo di questa legge è molto semplicemente quello di porre un limite alle violenze e alle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale, sul genere e sull’identità di genere, e di riconoscerle finalmente per quello che sono. I dati purtroppo parlano chiaro: le aggressioni omo-lesbo-bi-transfobiche e quelle verso le donne non solo continuano, ma sono in aumento, e non si può far finta di niente. Certo, una legge non basta, essendo questo tipo di violenza profondamente radicata in una società tuttora caratterizzata da un forte maschilismo, dalla paura del diverso, dal bisogno di identificare nelle minoranze dei nemici contro cui sfogare le proprie frustrazioni e disperazioni. È però un passo nella giusta direzione, in un cammino verso il riconoscimento e la tutela dei diritti (e dell’incolumità) di tutti e di tutte.

Il Paese Che Vorrei

(nel link che segue un report con le aggressioni omofobe in Italia nel 2019. Nell’immagine un grafico che mostra l’andamento dell’omo-lesbo-bi-transfobia negli ultimi anni)

https://www.gay.it/2019-omofobia-italia

(tutte le aggressioni omofobe del 2019)