I CAMPIONI CHE SOGNANO TOKYO

0
133
olimpiadi Tokyo

NEL SURF LEONARDO FIORAVANTI È GIÀ LEGGENDA. SARA MRZYGOLD VA FORTE IN CANOA MA OCCHIO ANCHE A GIORGIO MINISINI E EMANUELE SPADA.

Ci sono degli astri nascenti che aspettano la consacrazione in questo 2021, con la speranza di mettersi da parte le ansie di quest’epoca dannata. Sono cresciuti a Ladispoli e Cerveteri ma le loro imprese sportive hanno varcato da tempo i confini nazionali. Tant’è che nulla impedisce loro di sognare le Olimpiadi di Tokyo.

olimpiadi Tokyo

A partire da Leonardo Fioravanti, surfista di caratura mondiale, cresciuto a Cerveteri dove all’età di soli 6 anni era già sulla sua tavola a Campo di Mare, seguito dall’istruttore Paolo Bini. E dopo aver battuto l’australiano Mikey Wright in un duello all’ultima onda, assicurandosi per l’altro l’ingresso nella top 34 della World Surf League, il 23enne che difende i colori azzurri ha arricchito il suo palmares con un quinto posto alle Hawaii nella cinquantesima edizione della “Billabong Pipe Masters”, altro evento di prestigio. Leo è arrivato fino ai quarti di finale uscito sconfitto contro il padrone di casa: il 28enne John John Florence, il vincitore assoluto del Championship Tour. Sulla sua pagina Facebook puntualmente pubblica foto e video delle “cavalcate” sulle onde giganti dell’oceano commentando pure allenamenti e gare e dando l’appuntamento al giorno successivo per nuove emozioni. O anche attraverso il suo canale Youtube “Leonardo Fioravanti”. Il giovane sa bene che è ad un passo dal diventare leggenda. Mai un surfista italiano è arrivato a tali livelli sfruttando anche la possibilità dell’apertura dei Giochi Olimpici a questa disciplina sportiva. Il Giappone potrebbe essere l’occasione perfetta e Fioravanti si giocherà tutte le fiches a maggio in El Salvador per staccare il biglietto per Tokyo.

canoa

Da un asso all’altro. Sara Mrzygold è di Ladispoli ed è campionessa italiana under 23. Ha ricevuto recentemente una canoa personalizzata. Il Reale Circolo Canottieri Tevere Remo, guidato da Daniele Masala, non uno qualsiasi, ma vincitore delle Olimpiadi ‘84 di Los Angeles nel pentathlon moderno, ha pensato alla 20enne che punta diritta alla meta. Vogata dopo vogata, instancabile, si allena cinque ore al giorno, tranne la domenica, per presentarsi nelle migliori condizioni possibili in vista delle prossime competizioni. «Il varo di ogni nuova imbarcazione – è il messaggio di Masala rivolto alla giovane – è come un seme gettato, in questo caso, nel Tevere per raccogliere frutti sportivi e di crescita umana». E lei, prima assoluta nei 5.000 metri in k1, con all’attivo anche 9 medaglie nazionali e 50 regionali, non ha potuto che accogliere questo regalo. «Sono felice – risponde Sara Mrzygold – anche perché ad aprile 2021 non manca poi così tanto e devo mettermi sotto per confrontarmi con le più brave della Penisola. Quindi c’è molta strada da fare». Umile, riservata, ama la canoa così tanto che forse ci dormirebbe anche dentro. « È la mia vita – confida l’atleta – che posso farci, non riesco davvero a farne a meno. Se spero di arrivare a Tokyo? Non devo fallire le selezioni in primavera sperando questa pandemia non faccia slittare ancora una volta i Giochi Olimpici. Sarebbe un sogno per me difendere i colori azzurri».

olimpiadi Tokyo

E andiamo al nuoto. Un’emozione unica per Emanuele Spada all’esordio tra i big del nuoto negli assoluti nazionali. Alla fine chiude sesto con 1’51’’88, un tempo leggermente inferiore a quell’1’51’’39 che lo aveva consacrato lo scorso settembre a Roma nel prestigioso trofeo Settecolli. Ma è comunque un’ottima gara del 20enne ladispolano che ora punterà ai campionati primaverili di marzo 2021 validi per il pass di Tokyo. I familiari, la sua fidanzata e tutti gli amici sono rimasti incollati alla tv l’altro per seguire la finale dei 200 stile libero andata in onda su Rai Sport. «Mi sono venuti i brividi – ammette Spada – quando dall’altoparlante è uscito il mio nome. Per la prima volta mi sono confrontato con atleti di una certa caratura». Tesserato con l’Esercito, il campione svela un retroscena. «Quando ho saputo che avrei dovuto gareggiare contro Pippo Magnini – racconta il ladispolano – ho pensato che stavo ancora sognando. Poi invece si è ritirato disputando solo i 100 metri. È un grandissimo, ancora a lottare nonostante i suoi 38 anni». E poi c’è lui, un altro che non ha bisogno di presentazioni, anzi. Giorgio Minisini vuole le Olimpiadi. Lui che per l’Italia di nuoto sincronizzato aveva riscritto la storia con i bronzi mondiali del duo misto tecnico a Kazan gareggiando con Manila Flamini e nel duo misto libero con Mariangela Perrupato. Giorgio, cresciuto a Ladispoli, vanta oro ai mondiali di Budapest del 2017 e un argento due anni dopo a Gwangju.