Hawaii nella storia: primo Stato a bandire la pesca di squali

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Stop alla pesca di qualsiasi specie di squali

Con l’approvazione della Legge 51, le Hawaii, le scenografiche isole del Pacifico parte degli Stati Uniti, diventano il primo Stato al mondo a bandire la pesca degli squali nelle proprie acque di competenza.

Il decreto, precedentemente noto come House Bill 533, dal gennaio 2022 prevede infatti che nelle acque territoriali delle Hawaii sia vietata la pesca, la cattura e chiaramente l’uccisione di qualsiasi specie di squalo che abita le acque del Pacifico.

Una mossa importantissima, specie perché volta a garantire un futuro alle specie ittiche: molto spesso sono proprio i giovani squali, prima della loro riproduzione, a finire preda dei pescatori: capita anche, purtroppo, che molte specie non in target finiscano nelle reti dei pescherecci intenti a pescare fauna ittica per il consumo alimentare. Secondo le stime condivise nel documentario Seaspiracy, ogni anno sono uccisi 73 milioni di squali, ben 30 mila ogni ora, per la loro carne o “per errore”. Le Hawaii fanno seguito, dodici anni dopo, ad una prima legge che vieta il possesso, la vendita, il commercio e la distribuzione delle pinne di squalo nello Stato.

Pene pesantissime per chi uccide o cattura squali

“Il Dipartimento Land and Natural Resources“, dichiara Brian Neilson, Program Manager della Division of Aquatic Resources, “è ben consapevole di quanto siano importanti gli squali per mantenere sani gli ecosistemi marini. Riconosciamo inoltre l’importanza di questa specie per pratiche e credenze culturali tradizionali hawaiane”.

Le pene per chi sarà colto a infrangere la legge vanno dai 500 fino a 10mila dollari per i reati più gravi. Il decreto non vieta, però, la pesca o l’uccisione di esemplari per “ragioni di sicurezza”, di difesa personale o specifiche delibere del Dipartimento Land and Natural Resources in tal senso. Neilson ha fatto sapere che c’è ancora lavoro da fare prima che la legge sia pienamente in atto, ma che per tutelare la specie le Hawaii hanno in mente di adottare norme amministrative che assicurino che le catture accidentali di squali non costituiscano reato né che danneggino gli habitat di riproduzione dei vari esemplari.

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