FRANCESCA ANTONELLI: “AMO LA VITA”

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francesca antonelli

L’ATTRICE DI SUCCESSO, RESIDENTE A SANTA SEVERA, IN UN’INTERVISTA ESCLUSIVA DA DONNA ALLE DONNE:”MAI TAPPETINI, SEMMAI TAPPETI VOLANTI”.

di Barbara Pignataro

Da «quel giorno alla fermata dell’autobus…» sono passati 33 anni e 55 film. Francesca Antonelli, un curioso mix tra il candido e lo smaliziato, è tra i volti che militano nel cinema d’autore e nei film non convenzionali. Magnifica in teatro come in televisione, si racconta a L’Ortica con la spontaneità per la quale è scelta dai maggiori registi italiani.

Francesca AntonelliFrancesca Antonelli, confesso di essere da sempre innamorata di lei. Prima di tutto, come sta?
Elettrizzata nel promuovere in questi giorni il cortometraggio dal nome Il Giudizio, dove io sono Gabriella. Un tema su cui riflettere “a nessuno piace sentirsi dire perché tu hai detto, perché tu hai fatto…” tra il cast: Pietro De Silva, di cui sono la moglie. A 20 anni lo andavo a vedere al teatro dell’Orologio e rimanevo incantata, Lidia Vitale, un’attrice piena di talento, Alessandro Bernardini e Mirko Frezza che non vedo l’ora di conoscere. Non potevo non partecipare al progetto, mi raccomando Giudizio!

1988, Mignon è partita. Francesca è partita da lì, cosa ricorda di quel giorno?
Il personaggio a cui sono più legata è quello di Mignon è partita, quello con Francesca Archibugi è stato un incontro magico. Ero alla fermata dell’autobus, lei mi vede e si avvicina. Avevo 14 anni, pensai: ma questa che vuole? E lei nel vedermi restia disse “parlo con tua madre” Non parli proprio con nessuno! – esclamai. Quel giorno avevo marinato la scuola e prendevo l’autobus per allontanarmi da Ponte Sisto, dove abitavo, per non farmi vedere da mia madre. Andai ai provini e da lì è iniziata la mia avventura. Era maggio, l’aria era frizzante, ero innamorata.

Francesca AntonelliDunque è diventata attrice per caso?
Assolutamente. Io suonavo il pianoforte, lo suono tuttora, e mi piaceva l’astronomia. L’universo è la mia passione, penso che il macro cosmo e il micro cosmo sono uguali, dentro siamo infiniti come fuori.

Lei è nata per fare l’attrice, dopo 55 personaggi interpretati, nutre ancora dubbi?
Devo tutto alla Archibugi, ero piccola e lei mi diede dei consigli che porto sempre con me, è stata una guida. Mi suggerì di vivere la scena, per far emergere le emozioni, che quello che accade nella scena Deve Essere. Mi disse inoltre di imparare a memoria il copione ma senza dare mie interpretazioni. Quando sono sul set l’emozione che provo, la espando. Per me questo lavoro rappresenta un regalo, interpretare un personaggio è un dono. Migliora anche il mio essere mamma di 3 figli, e figlia di una donna con l’Alzheimer, è impegnativo. Sto scrivendo appunto su questo tema, ritengo importante far sapere cosa significa perdere la memoria. Ricordare è tutto, come nel film Mille volte il Primo Bacio, tutte le mattine ci chiede dove si trova. Che poi ha lo stesso temperamento di sempre: un maresciallo con l’Alzheimer! Ci fa impazzire tutti però non ci scordiamo che non ha colpa, è una malattia, tra le altre cose elimina anche i freni inibitori, con dei risvolti divertenti quando viene qualcuno.

cinemaDunque nel futuro c’è un progetto tutto suo?
Si, sono molto attiva, in questo momento della mia vita sento di voler raccontare le cose che ho dentro, importanti per me e credo per tutti.

 

Così smentisce di essere la perenne ragazza del muretto!
Tornando ai personaggi, sono molto legata a Stefania del muretto, le sono grata per la popolarità che mi ha portato, non mi offende l’etichetta. Proprio quest’anno la serie “I Ragazzi del Muretto” compie 30 anni. In passato è capitato di non essere stata chiamata per la partecipazione alla serie, ma la mia mente è libera da questi pensieri, interpreto i personaggi che voglio, quando voglio e mi innamoro ogni volta. Leggo un copione e mi rapisce.

La magia di fare l’attrice, avere la possibilità di interpretare più volti e scoprire che tanti ruoli ci appartengono. Puoi dire di conoscerti?
Certo, tutti noi abbiamo più mondi, ancora ho tanto da scoprire di me. Ribadisco, questo mestiere è un regalo. Poi, francamente: mi vengono a prendere, mi truccano, mi vestono e poi, come diceva Mastroianni “la vita dell’attore è aspettare” e aggiungeva “il mestiere dell’attore è il più bello del mondo quando lo fai”. Altrimenti vai in crisi, però sono tutte altalene emotive necessarie per evolverci, secondo me. Comprese le sofferenze.

Ha sofferto nella vita?
Più volte. Con un atteggiamento introspettivo sono riuscita anche a crescere attraverso le esperienze negative.

Francesca Antonelli
Francesca Antonelli – attrice_ Ph: Andrea Ciccalé

Come vivono a casa il suo lavoro?
I miei figli quando devo fare un provino sono premurosi, mi aiutano. Marianna mi consiglia sull’abbigliamento e il trucco. Non si sono ancora visti tutti i miei film, ci sto lavorando, ma nei preparativi mi sono vicini.

 

Sei sempre riuscita a conciliare il mestiere di mamma con la recitazione, il segreto?
Incastro tutto. Solo l’amore mi frega, quando un uomo mi ferisce mi azzero. É successo con il padre dei miei tre figli, fu un grande amore e un’enorme delusione. Da amici eravamo perfetti, come compagno si è rivelato geloso e prepotente. Un’esperienza che mi è capitata più volte e per questo mi sento di dire, da donna alle donne “mai farsi mortificare o peggio manipolare e fate attenzione a non cadere sempre nei medesimi meccanismi. Mai tappetini, semmai tappeti volanti”. Anche all’inizio quando si è infatuati ci sono piccoli segnali di qualcosa di negativo, ecco non vanno ignorati, sono proprio quelli, quando le cose diventano difficili, il problema. Quando vengo tradita, come è accaduto nella mia ultima storia, escono tutte le mie fragilità.

Ora è pronta per un nuovo amore?
Amo la vita, mi sveglio la mattina felice di affrontare imprevisti e probabilità. La fede è la mia forza, Gesù per me è una guida, con Lui dialogo certa di essere ascoltata.

attrice
Dal film Manuel di Dario Albertini

Il successo non va sempre di pari passi con la bravura. I film d’autore sono: poca popolarità, tanta soddisfazione, oppure…?
Quando parliamo di cinema, a livello pratico in un giorno fai due scene con calma e fatte bene, una fiction ha altri tempi, in un giorno registri anche sette scene, che non seguono un ordine cronologico, bensì la location. La fiction diventa un lavoro meccanico dove trasmettere emozioni, per l’attore, è un lavoro enormemente complicato. Il cinema ti aiuta in questo senso. Nel film Manuel, il regista Dario Albertini ha scelto, in maniera quasi folle, di girare le scene seguendo gli eventi, anche se questo ha comportato di tornare nel carcere, dove era ambientato il film, più volte. Nonostante la difficoltà di ottenere i permessi. Il cinema d’autore è attenzione nella fotografia, senza sminuire la qualità delle fiction, è solo un altro percorso. Sul perché ci siano delle attrici brave poco riconosciute, non ho la risposta. È un mestiere misterioso.

Lei è brava quanto riconosciuta, ma tanto quanto merita?
Io non sono ambiziosa, conta anche il fatto di dire: io voglio arrivare lì, quando recito mi emoziono, e mi basta. Sono lontana da tutto, vivo a Santa Severa la mia quotidianità con la famiglia, poca vita mondana. Non mi cruccio del successo, un desiderio però c’è: interpretare dei ruoli che non mi hanno ancora proposto.

Tipo, cosa sogna?
Faccio spesso la prostituta, la romana, la carcerata. Per una volta la principessa a cavallo, perché no! Una donna austera magari, per raccontare un altro aspetto di me. Scherzo sempre su questo fatto, che comprendo. Mi vengono proposti personaggi non facili, se vogliamo anche un po’ stronzi, a cui però restituisco un’umanità. Magari ho il volto, ma non l’animo da stronza e risulta vincente. C’è poi l’aspetto pratico, sono pronta per quel ruolo, i registi vanno a colpo sicuro.

Francesca Antonelli
Francesca Antonelli – Ph: Adriano Cerroni

Principessa Francesca, ci dice il nome di un’attrice che stima?
Sabrina Ferilli. Una vera professionista, una donna sincera che stimo. Simpatica e di poche parole, lavorare con lei mi ha insegnato tanto. Mi ha sempre sostenuta e voluta accanto, di questo le sono grata. Approfitto per dire che il 24 marzo uscirà la sua fiction dal nome “Svegliati Amore Mio” che parla del dramma delle polveri sottili. Per la regia di Simona Izzo e Ricky Tognazzi, due persone stupende con cui lavorare. Ci sono anche io nel cast, ovvio!

 

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