Come difendersi dalle zanzare

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Notti passate in bianco, prurito intenso, piccole infezioni. Questo il fastidioso rituale estivo che si ripete ogni anno nel nostro territorio a causa delle zanzare! Un insetto che si nutre del sangue dei mammiferi iniettando un veleno anticoagulante ed irritante in grado di favorire l’asportazione del prezioso nutrimento. In Italia tre sono le zanzare più comuni: la Culex pipiens, amante della vita cittadina e delle ore notturne, l’Aedes caspius, che è invece di abitudini campagnole e predilige le zone costiere e pianeggianti, e la temutissima Aedes albopictus, o zanzara tigre. Innanzitutto partiamo da una semplice considerazione: le zanzare che pungono sono femmine che cercano nutrimento per procreare. E noi, per disperazione, continuiamo a spruzzare prodotti molto tossici nell’aria e sulla nostra pelle. L’utilizzo sfrenato di pesticidi non fa altro che rendere questi insetti sempre più resistenti, intossicare noi e l’ambiente e quindi è inutile. Per combattere questi insetti bisogna agire su più fronti. I metodi per evitare di essere punti sono differenziati in tre grandi categorie: prevenzione di tipo ambientale, evitando così la riproduzione delle stesse zanzare; allontanamento delle zanzare dagli ambienti domestici e metodi per evitare che le zanzare possano raggiungere la pelle e, quindi, provocare le odiose punture. Dotarsi di zanzariere da montare a finestre e porte che si affacciano all’esterno della nostra abitazione, permette senz’altro di evitare l’ingresso di insetti all’interno degli ambienti domestici. Gli insetti in generale, sono attratti da odori gradevoli, specie se dolci e fruttati. Buona regola sarebbe, dunque, evitare di applicare eccessive quantità di profumi. Soprattutto la sera, sarebbe consigliabile accendere poche luci in casa, queste, infatti, rappresentano una piacevole “attrattiva” per zanzare e non solo. Se si dispone di un giardino o di un qualsiasi spazio all’aperto, quale può essere un balcone, è buona regola eliminare tutti i contenitori pieni d’acqua, sottovasi o annaffiatoi, che facilitano la riproduzione massiccia di zanzare. Stessa funzione anti-zanzara, sono le classiche candele alla citronella, da accendere in luoghi all’aperto, insieme a zampironi o incensi al Neem (pianta insetticida indiana). Sulla nostra pelle Il principio attivo più usato ed efficace è il DEET, dietiltoluamide, (concentrazioni intorno al 15% sono efficaci, concentrazioni elevate al 30% da usare solo per vacanze in luoghi a rischio) che in forti dosi può causare irritazione cutanea e, se assorbito, può essere neurotossico. Lo spray in bomboletta (o spray secco) è più comodo per un’applicazione veloce. Tenete presente che si può anche spruzzare un po’ sui vestiti senza che questi si macchino. Lo stick e le salviette sono decisamente più trasportabili degli spray, vanno bene quando ci sono delle piccole superfici da proteggere: caviglie, collo e braccia; ma sono meno igienici degli spray se vengono usati da più persone. L’olio essenziale di Citronella rappresenta invece il repellente naturale per eccellenza; si può preparare una miscela di questo tipo: 20 gocce da diluire in 100 ml di olio vegetale. Come vettore vegetale suggeriamo il jojoba, che è anche idratante e non unge eccessivamente. Quanto detto per l’OE di citronella vale anche per l’OE di geranio con la differenza che in questo caso le gocce da utilizzare per 100 ml di olio vegetale saranno 30. E sulla pelle del bambino? Fino a 3 mesi niente. E’ meglio non usare alcun prodotto da spalmare sulla pelle né da vaporizzare: solo zanzariere di stoffa o rete, che costituiscono una barriera fisica. Da 3 mesi a 2 anni, può essere utilizzato il citrodiolo (al 30-50%), un estratto d’eucalipto di origine brasiliana, oltre ai classici prodotti naturali a base di lavanda, timo, citronella e geranio. Da 2 anni a 12 anni, è possibile usare anche prodotti a base di ICARIDINA (al 10-20%), un repellente chimico, noto anche come picaridina o KBR 3023. Più recentemente sono stati introdotti sul mercato apparecchi ad ultrasuoni che emettono onde sonore non udibili dall’uomo ma molto fastidiose per gli insetti: l’apparecchio infatti riproduce il richiamo sessuale del maschio causando repulsione da parte delle zanzare femmine già fecondate, che sono le uniche in grado di pungere. Sono dispositivi innocui per il bambino, ma la cui efficacia è notevolmente inferiore a quella dei classici diffusori elettrici con piastrine monouso. Anche l’omeopatia ci viene in aiuto: esiste un rimedio molto utile, il Ledum palustre, o rosmarino selvaggio, che può essere utilizzato sia a scopo preventivo (iniziando ad assumerlo in granuli, tre il mattino e tre la sera, da sciogliere in bocca già un paio di mesi prima del periodo a rischio, tale da rendere la pelle meno appetibile) che a scopo curativo. Oltre ai globulini, lo potete trovare anche spray, pratico e non tossico, come invece a lungo termine rischiano di essere vari altri repellenti cutanei comunemente in commercio.
è bene ricordare di non applicare mai su tutto il corpo i repellenti ma solo sulla cute scoperta e di non utilizzarli su ferite, bocca ed occhi. Leggere sempre le avvertenze per l’uso prima dell’applicazione e lavarsi le parti trattate con acqua e sapone, terminata l’esposizione al rischio di essere punti dagli insetti. Consultare il farmacista prima di applicare un repellente a donne in stato interessante e bambini inferiori ai 12 anni. Ma quando si viene punti? Il miglior rimedio è applicare un gel astringente a base di cloruro di alluminio: non è un farmaco, si può usare anche per i bambini e ha effetti antinfiammatori e anti-prurito immediati; inoltre è antisettico e riduce il rischio che la puntura si infetti. Può essere utile un impacco con acqua fredda o ghiaccio per rallentare l’assorbimento del veleno ed alleviare il dolore (il ghiaccio non va messo a diretto contatto della pelle). Il prurito e la reazione infiammatoria possono essere controllati con una crema a base di idrocortisone o antistaminici, di libera vendita in farmacia e da impiegare secondo le istruzioni. Attenzione ad applicare ammoniaca: oltre ad avere un’efficacia non documentata, può rendersi responsabile, se non opportunamente diluita, di irritazioni locali di un certo rilievo. Apis mellifica è un rimedio omeopatico molto utile per le punture d’insetto, soprattutto nei casi di ponfi caldi, dal colore roseo, con sensazione locale di aghi o spilli.