Contro il green pass, per la Libertà e il futuro

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“La disobbedienza civile è un dovere sacro quando lo Stato diventa dispotico”.

Eravamo 100mila persone in piazza San Giovanni ieri pomeriggio, di età, colori e personalità differenti ma uniti nel dissenso verso la certificazione verde in Italia. Paese dove il Green Pass è illegittimo, diversamente da quello europeo è stato esteso all’infinito, snaturando la natura per il quale è nato: facilitare la circolazione sicura.

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Assenti i media nazionali, solo ByoBlu a riprendere l’evento che ha visto scendere in campo personalità eterogenee, cittadini che rivestono importanti cariche anche istituzioni salire sul palco ed unirsi alla battaglia per i diritti umani in corso. Si, perchè diversamente da come raccontano i tg nazionali non è una manciata di folli violenti a rifiutare la dittatura in atto, bensì persone consapevoli, pacifiche, sane che nonostante la paura innescata, continuano a ragionare. Porsi domande, confrontare numeri e cercare la verità quando le informazioni raccolte hanno portato a galla contraddizioni e una palese sproporzione tra il fenomeno sanitario e le misure intraprese dal governo per affrontarlo.

Il discorso della dottoressa Nunzia Alessandra Schilirò, dirigente della Polizia di Stato, pronunciato ieri sul palco durante la manifestazione “Contro il green pass, per la Libertà e il futuro“, ha commosso la folla. Ha citato Gandhi: “La disobbedienza civile è un dovere sacro quando lo Stato diventa dispotico”.  A poi raccontato: “Quando ho detto a una mia amica che oggi sarei venuta qui, mi ha detto di non farlo. Pensa alla tua carriera, tanto il male ha già vinto. Guarda cosa è successo a Falcone e Borsellino. Io le ho risposto che il male nella storia non ha mai vinto. Se il male avesse vinto, noi non saremmo qui oggi“. E ancora: “Noi poliziotti abbiamo giurato sulla Costituzione, per questo è mio dovere essere qui. Il Green pass italiano è illegittimo“.
Disobbedienza civile. Manifestare in piazza è la risposta pacifica, legale e forte per ricordare a chi ha perso la memoria che il popolo è sovrano.

Barbara Pignataro