CINEMA: LA SCUOLA CATTOLICA

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Arriva al cinema il film sul delitto dei figli della meglio borghesia degli anni 70: l’efferato massacro del Circeo. Firmato dal regista Stefano Mordini, è tratto dal romanzo omonimo di Edorado Albinati, premio Strega 2016, compagno di scuola degli assassini. La Commissione per la Classificazione lo ha vietato agli under 18.

di Barbara Civinini

Perché il male e perché un gruppetto di giovani della Roma bene degli anni 70, ex allievi della prestigiosa scuola cattolica del quartiere Trieste, il San Leone Magno. Queste sono le domande di fondo che si pone Edoardo Albinati nel suo lunghissimo romanzo, edito da Rizzoli, sul massacro del Circeo, scritto a distanza di quasi 50 anni di quegli orribili fatti.

Era la notte fra il 29 e il 30 settembre del 1975.  Donatella Colasanti e Rosaria Lopez sono attirate con l’inganno da Gianni Guido e Angelo Izzo nella villa di famiglia sul litorale del Circeo di Andrea Ghira, che partecipa insieme agli altri allo stupro delle due ragazze. Una si salva fingendosi morta. Con coraggio, Albinati, compagno di scuola degli assassini, attraverso quello strazio finisce per tratteggiare la storia più recente nel nostro Paese all’alba di quegli sconvolgimenti sociali e politici figli dei moti del 68, quasi un percorso di autoanalisi generazionale e politica che però parte dalla considerazione primaria della sua condizione di essere maschio. Condizione dietro cui si trova l’insicurezza, l’inadeguatezza, la sudditanza psicologica e l’ambiguità morale, che forse fu proprio all’origine quell’orribile massacro, consumato da figli di papà, convinti che con i soldi si può sistemare tutto, anche perché, in fondo, è quello che hanno sempre percepito all’interno delle loro famiglie.Una piena realizzazione di se stessi può avvenire solo se si è pronti a prevaricare gli altri, e capaci di farlo, scrive l’autore.

Oggi, a distanza di cinque anni dal premio Strega, Stefano Mordini porta sul grande schermo il romanzo di Albinati con il desiderio che la storia, afferma, potesse avere un finale diverso, nella speranza di ampliare il più possibile la responsabilità di quel che è successo, anche al di là di quella innegabile dei tre autori del delitto. Al processo, i due autori del delitto che sono stati arrestati spiega il regista, che ha partecipato manche alla sceneggiatura con Massimo Gaudioso e Luca Infascelli hanno dato motivazioni vaghe, deliranti: “Lo abbiamo fatto perché era arrivato il momento di dare un segnale.” “Non potevamo starcene con le mani in mano.” Ho pensato spesso a queste frasi, durante le riprese. Penso che il cinema sia un’arte straordinaria perché può aiutare a riflettere su quello che è accaduto o a tenere alta l’attenzione, ha detto. Il regista così, torna anche a ragionare sulla violenza di genere, attraverso il ricordo del massacro del Cicero rimasto indelebile nella memoria collettiva da cui il movimento femminista seppe trarre nuova linfa e  produrre anche un cambiamento legislativo: lo stupro oggi non è più un delitto d’onore ma un delitto contro la persona.

Nel nutrito cast ci sono Riccardo Scamarcio, Valentina Cervi, Valeria Golino, Fabrizio Gifuni e Benedetta Porcaroli. Il film è una produzione Warner Bros Italia con Picomedia, realizzata con il contributo del Fondo della Regione Lazio per il cinema e l’audiovisivo.