Boccetta, il comune ci riprova

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Dopo la figuraccia del primo finanziamento,
l’amministrazione ha rimesso in moto il meccanismo
per ristrutturare e riqualificare l’ex cabina Enel

Se Ladispoli, come abbiamo scritto la scorsa settimana, ha la maledizione del ponte sul fosso Sanguinara, a Cerveteri da anni si vive con l’anatema della Boccetta. Ovvero, della ex cabina dell’Enel, quell’edificio ingombrante a poche decine di metri dalla Rocca del Belvedere, che nonostante promesse, tentativi, annunci, delibere e finanziamenti, continua ad essere una sorta di monumento al degrado in pieno centro storico. In questi giorni è stato scritto l’ennesimo capitolo di una vicenda complicata, laddove burocrazia e superficialità impediscono di utilizzare a scopo pubblico un edificio che meriterebbe ben altra sorte. Facciamo un passo indietro e raccontiamo cosa accadde sin dall’inizio. La questione nacque con il contributo di 300.000 euro chiesto ed ottenuto nel 2008 dal comune di Cerveteri alla Regione Lazio per la ristrutturazione della ex cabina Enel. Finanziamenti ottenuti grazie alla partecipazione ad un bando che ottenne il placet della Pisana. Un anno dopo fu predisposto il progetto esecutivo, tanto che l’intervento alla Boccetta fu inserito nel piano triennale delle opere pubbliche 2009-2011. Dalla Regione Lazio furono erogati nel frattempo 60.000 euro, ovvero il 20% del finanziamento, per far partire concretamente l’opera di recupero e ristrutturazione dell’edificio. E qui accadde l’inghippo. I lavori non partirono nei tempi previsti tanto che nel 2012 alcuni funzionari del comune di Cerveteri avvisarono il sindaco che gli interventi non erano stati avviati in ritardo su consiglio dell’ufficio ragioneria. Che si era reso conto che la Regione Lazio non aveva espresso parere favorevole sulla richiesta di proroga di espletamento dei lavori che era stata avanzata nel 2010. Il rischio, ovviamente, era che il comune di Cerveteri ristrutturasse l’edificio ma poi non ricevesse i restanti 240.000 euro dalla Pisana per mancata copertura del finanziamento a causa dei ritardi. La risultante di questo valzer che va avanti da anni è che l’amministrazione, dopo aver già restituito 33.000 euro alla Regione, dovrà sborsarne altri 27.000 euro per rimandare indietro i fondi ottenuti nel 2009. Davvero non una bella figura, senza dimenticare che per le esangui casse municipali anche 27.000 euro attualmente sono un bel salasso. Ma non è tutto da disperare. L’amministrazione di Cerveteri ha infatti deciso di riprovarci, approvando di nuovo il progetto esecutivo dell’opera, riuscendo finalmente a spendere i 240.000 euro di finanziamento che nel 2015 la Regione Lazio ha erogato a favore della riqualificazione della ex cabina Enel.  L’auspicio è che, dopo 8 anni di balletti e soldi che vanno e vengono tra Cerveteri e Roma, si possa vedere il primo colpo di piccone per cancellare una vera e propria vergogna nel cuore della città.