Violenza sulle donne: “Nel nostro distretto sportello chiuso”

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LE DONNE RESISTENTI CHIEDONO LA RIATTIVAZIONE DELLO SPORTELLO ANTIVIOLENZA. CERVETERI E LADISPOLI ANCORA NON RISPONDONO.

Troppi episodi di violenza sulle donne in questo periodo di covit 19. Siamo preoccupate anche per i tanti casi nascosti che sicuramente ci sono anche nelle nostre comunità.
L’Associazione “Donne in movimento” (fondata dal coordinamento donne resistenti che ha condotto numerose iniziative per il potenziamento dei consultori) chiede la riattivazione dello sportello in oggetto indicato, che sappiamo essere stato fermato a seguito dell’emergenza Covid 19. Abbiamo già mandato in tal senso una richiesta ai comuni e al Direttore del Distretto socio/sanitario.

Si ricorda che il Ministero dell’Interno, con circolare del 27 marzo, proprio sul trema della violenza sulle donne, ha invitato a non interrompere in alcun modo l’operatività nei territori di risorse qualificate, riformulando ovviamente le modalità di intervento.
Anche la Regione Lazio, così come le altre regioni italiane, ha espressamente chiesto che centri e servizi non venissero assolutamente chiusi, ma riorganizzati sulla base delle nuove norme di sicurezza a tutela della salute dei lavoratori. Sicuramente questo richiede un cambio di approccio, laddove era previsto un incontro fisico, sarà necessario un intervento dialettico e quindi l’attivazione di un numero telefonico specifico ed eventualmente l’utilizzo delle piattaforme digitali, nei casi in cui questo siapossibile.

Da una nostra ricerca sembra invece che il nostro Distretto ( comune capofila Cerveteri) ha sospeso l’attività dello sportello, cofinanziato con la Asl e affidato a specifico soggetto gestore fino al mese di giugno 2020.
Il Comune di Cerveteri ha poi fornito recentemente un numero telefonico, valido per il suo territorio, che corrisponderebbe a quello dei Servizi Sociali comunali, senza neppure un referente specifico. Oltretutto le cooperative che dal giugno 2019 dopo bando pubblico del servizio, sono affidatarie dello sportello, hanno predisposto, come da indicazioni nazionali e regionali, un nuovo progetto con servizio telefonico di supporto, almeno di primo intervento. Tale proposta di fatto, è rimasta senza una risposta.

Inoltre questo Sportello, istituito nel 2013, ha sempre funzionato a singhiozzo e non è mai entrato nella rete degli sportelli antiviolenza, riconosciuti dalla Regione Lazio, risultando di fatto pressoché inesistente al di fuori del territorio.
A fronte di tutte queste considerazioni chiediamo immediatamente l’attivazione dello Sportello, con un servizio idoneo alla situazione emergenziale, e l’inserimento nella Rete dei Centri e servizi Antiviolenza della Regione Lazio, che sicuramente consentirà al nostro centro di avere più visibilità e continuità del servizio. Tutto ciò può anche garantire il potenziamento del progetto e la sua maggiore qualificazione.

Abbiamo rappresentato con una lettera questi problemi alle autorità competenti (Direttore Distretto e Sindaci dei Comuni di Cerveteri e Ladispoli), senza averne ancora risposta.
La drammaticità e la confusione di questa fase storica non devono e non possono bloccare servizi essenziali alla persona, soprattutto in questo momento di isolamento così delicato e pericoloso.

Pur comprendendo le difficoltà oggettive nella gestione della complessa macchina amministrativa, motivo per il quale scriviamo a circa un mese dallo scoppio della pandemia, segnaliamo questa gravissima carenza, che mette a repentaglio la vita e la salute di molte donne

24.04.2020
Coordinamento donne resistenti