Tutti contro tutti per la scuola di Ladispoli e Cerveteri

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Una premessa è d’obbligo. Questo giornale non si schiera con nessuna delle parti in causa, preferiamo analizzare la scottante vicenda e trarre qualche considerazione. L’Ortica sul carro del sensazionalismo non è mai salita, non lo faremo nemmeno in queste ore che sono caratterizzate dal suono della prima campanella nel nostro territorio. Preferiamo commentare cosa stia accadendo, nella speranza che le autorità preposte e responsabili di un settore importante come la scuola sappiano e possano intervenire. C’è una considerazione, osservando comunicati, lettere e note stampa che da 72 ore piovono da Cerveteri e Ladispoli, che sentiamo il dovere di esternare. Ovvero, che l’anno scolastico nasce sotto pessimi auspici, caratterizzato da un tutti contro tutti che vede lanciarsi palate di fango politici, partiti, direttori didattici, amministratori e famiglie. Un circo Barnum del quale la popolazione studentesca di Cerveteri e Ladispoli avrebbe fatto volentieri a meno. Una torre di Babele, alimentata sui social dai leoni della tastiera, dove si legge tutto ed il contrario di tutto. Dove realtà ed allarmismo, giuste preoccupazioni e strumentalizzazione, antipatie e collusioni, si mescolano, ottenendo solo lo scopo di frastornare la gente. Un minestrone di posizioni antitetiche, laddove si legge nello stesso tempo sia che la Asl avrebbe vietato l’uso del Centro polifunzionale di Ladispoli come mensa, sia che invece avrebbe permesso il doppio uso per privilegiare la sala refezione. Sono ore nelle quali si leggono posizioni nettamente divergenti tra assessori e consiglieri comunali di Cerveteri sulla tenuta dei plessi a Cerveteri. Sono giorni nei quali parole come bugiardo stanno volando in aria come stracci. Dove si minacciano pic nic di protesta nei cortili, lettere e diffide agli organi didattici capitolini, si annunciano sit in di protesta. E soprattutto sono ore nelle quali tutti, anche coloro che non hanno competenza o titolo per parlare, si sentono in diritto di propalare giudizi, commenti, verdetti. Siamo arrivati a leggere che tutti i plessi sarebbero fuori norma, legittimo domandarsi, se fosse vero, cosa avrebbero fatto le autorità preposte ai controlli negli ultimi venti anni.

Per il bene della scuola di Cerveteri e Ladispoli, crediamo sia il momento di abbassare i toni, di verificare in modo competente e non isterico la realtà dei fatti, di comprendere che i plessi non sono terreno di scontro dove affrontarsi all’ultimo sangue senza che nessuno abbia compreso il motivo del contendere. E soprattutto, permetteteci questa riflessione finale, probabilmente a molti dei protagonisti della zuffa mediatica manca un po’ di memoria. Chi è over 40 dovrebbe ben ricordare tutti noi come siamo cresciuti a scuola ai nostri tempi. Dovrebbe ricordare che gli iscritti al tempo pieno mangiavano sul banco in classe il pranzo al sacco e che l’arrivo delle mense scolastiche fu salutato come una festa. Sono stati compiuti passi in avanti da gigante, le mense del territorio sono ormai tutte biologiche, esiste il massimo controllo degli alimenti. Litigare ferocemente non serve a nulla, meglio sedersi attorno ad un tavolo, riporre bandiere politiche ed antipatie personali, e parlare di cose serie.