A scuola d’estate, a Ladispoli un vero successo

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Pochi lo avrebbero creduto: non solo l’estate a Scuola è piaciuta, ma è piaciuto studiare le STEM: scienze, tecnologia, ingegneria e matematica!

Il successo è stato incredibile e ci spinge a studiare miglioramenti (sempre possibili) e a riattuare i corsi la prossima estate, con o senza finanziamenti esterni (per questa volta provenuti dal Ministero, per le pari opportunità). Il successo dell’iniziativa, finanziata dal Ministero per stimolare lo studio delle discipline scientifiche soprattutto fra le ragazze a dimostrazione che non esistono differenze di capacità fra uomo e donna nel campo scientifico (come erroneamente molti scioccamente credono).

Infatti se lo scorso anno il corso estivo di strumento musicale ci ha spinto ad attuare un corso stabile di strumenti musicali (pianoforte, fagotto, clarinetto e sassofono) che ha cominciato a dare i suoi frutti con esibizioni pubbliche di tutto rispetto, il prodotto di questa nuova esperienza, che mantiene aperte le porte della Scuola anche l’estate, sarà probabilmente un corso estivo stabile.

Questo corso estivo ha permesso di scoprire che le scienze, la tecnologia, l’ingegneria e la matematica sono materie che si imparano con i tempi e i modi più diversi, soprattutto lasciando che il gioco diventi una modalità naturale di apprendimento. Il percorso di approfondimento si è focalizzato su giochi di carte e di logica per un ripasso di aritmetica, algebra e funzioni; sul tangram per le misure e i confronti; l’uso dei computer e dei telefonini per al conoscenza dei principali editor; la carta per la realizzazione di un modello dell’istituto; l’aula verde per conoscere le piante; le passeggiate per scoprire la natura intorno a noi … e tanto altro ancora. Le studentesse e gli studenti, senza nessuna eccezione, dai più piccoli ai più grandi, si sono dimostrati motivati e entusiasti e noi insegnanti non abbiamo fatto altro che lasciarci contagiare da loro in modo da essere pronti al meglio per formarli, prepararli, ispirarli e soprattutto sentirci fieri e consapevoli che i nostri piccoli studenti un giorno faranno parte della prossima generazione di ricercatori e innovatori d’Europa!

Di solito nell’insegnamento si privilegia la continuità, si prende di mira un obiettivo, sempre piuttosto lontano, si studia in vista di un diploma, una laurea. In queste lezioni estive, un’offerta educativa, nuova per il mondo di oggi, raccolta e proposta dall’I.C. “Melone”, è accaduto invece qualcosa di diverso. In poco tempo, con mezzi didattici a disposizione semplici e poveri, con idee che si è potuto appena tratteggiare, i docenti coinvolti non hanno voluto insegnare per convertire o cambiare qualcuno, ma hanno messo in gioco la passione per la loro disciplina. Così, con una didattica più laboratoriale e divertente, hanno desiderato far partecipi anche gli alunni di questa loro passione per mostrare la bellezza delle discipline scientifiche interessandoli, spingendoli a coltivare la mente, la logica, ma anche sollecitare le emozioni e la creatività artistica per costruire percorsi di orientamento e di potenziamento delle competenze, mettendoli a contatto con realtà che, un giorno, potranno rappresentare un’opportunità per loro nel mondo dell’innovazione digitale.

<<Molti studenti hanno partecipato al progetto estivo e in linea con “la prima area protetta gestita dai bambini” hanno raccolto sacchi di plastica spiaggiata, restaurato tratti di muretti a tutela delle dune, ricollocato un cartello abbattuto, pescato una cinquantina di pesci (Gambusie) e gamberi (Palaemonetes antennarius, Procamabrus clarkii), osservato le Nitticore sul nido dal cannocchiale di Michele Cento (grazie!), consegnato, come piccole guide, volantini informativi del Parco ai bagnanti, effettuato analisi della biodiversità.>> questo ha scritto uno stupito prof. Corrado Battisti relativamente all’uscita scientifica a Torre Flavia, prima che l’incendio generato dalla stupidità di alcuni infelici, ne distruggesse una parte. Infatti, in questa esperienza di uscita sul territorio per un contatto diretto con le scienze, il primo incontro “bizzarro” lo abbiamo con un nido di nitticora, bellissimo airone migratore dal petto bianco e ali grigie che ha deciso per quest’anno di nidificare proprio nella nostra palude. I ragazzi, a turno, riescono tutti a scorgerlo tra i canneti grazie a un potente binocolo, e ne sono davvero entusiasti. Dopo l’interessante attività di birdwatching e dopo aver posato gli zaini “all’accampamento”, continuiamo il percorso, che prosegue con la pesca dei cefali! I pesci, che si trovano nel corso di acqua salmastra che costeggia la palude e sfocia nel mare, vengono deposti in un acquario (una grande brocca), osservati, e poi liberati nuovamente. Le attività continuano con il rifacimento del sentiero, che divide la spiaggia dalla duna, con sassi di mare. Su queste dune vi sono i nidi del Corriere piccolo, il Charadius dubius,  altra specie migratoria e abituale frequentatrice della nostra palude, e tanti gigli di mare, il Pancratium maritimum, bellissimi fiori, che tra luglio e ottobre, punteggiano di bianco l’arida duna. Intanto gruppi di ragazze meno timide si offrono per dare accoglienza ai numerosi villeggianti che sono al mare e spiegare loro qualche segreto del posto, consegnando una brochure. Percorriamo tanta strada e tra una rinfrescata di piedi e un’altra, i ragazzi mettono in atto un plastic blitz con i meritati complimenti dei passanti. Purtroppo è davvero tanta la plastica che raccolgono e ne rimangono molto stupiti! In compenso però possiamo ammirare tantissime conchiglie e una breve lezione di paleontologia marina, non guasta!

Fra le tante attività proposte, le ragazze hanno poi realizzato un plastico di sistema solare, una cupola geodedica, un piccolo orticello. Anche l’incontro con il neosindaco dott. Alessandro Grando ha fatto parte del progetto ed il Sindaco ha risposto senza ritrosie a tutte le domande postegli, riguardanti soprattutto la difesa del nostro ambiente e della nostra città, un tema evidentemente molto sentito dai ragazzi, meno da alcuni cittadini, come ha amaramente confermato il Sindaco.

Insomma, anche questa esperienza volge al termine, ma non termina certo la passione dei docenti che hanno sacrificato le proprie giornate estive che avrebbero potuto dedicare ai propri cari o a ben più remunerative lezioni private esentasse, per offrire uno specchio del loro amore per la Scuola e per le discipline scientifiche, amore pienamente ripagato dalle interessatissime ragazze coinvolte a dimostrazione che le STEM non sono solo per i maschi e non sono materie noiose, ma, insegnate in modo opportuno e divertente, appassionano docenti e allievi. Studenti che ci danno grande fiducia per il futuro dell’Italia.

 

Proff. Alessandra Marozza, Massimo Malerba ,Giampiero Cerrini, Lidia Navarro, Emilia Riccio, Mariangela Aiello, Giovanna Caligiuri, Rita Barboni, Maria Antonietta Lorusso, Patrizia Zanoli