Rubinetti asciutti al Cimitero. Il Comune non paga le bollette

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di Ugo Russo
Proprio nei giorni in cui, con devozione, ci si reca al Cimitero per portare fiori ai nostri cari defunti una brutta (e clamorosa, per i risvolti che assume) sorpresa attende coloro che vanno alla megastruttura di Prima Porta.

Manca l’acqua in tutte le palazzine dove sono alloggiati i loculi e per procurarsi il “prezioso fluido”, in modo che i fiori possano durare un tempo ragionevole ci sono solo pochi rubinetti (noti a Roma come nasoni) posti in viali lontanissimi tra loro. Immaginate le persone anziane che devono salire al terzo piano se il loro caro é sepolto nella parte più alta della palazzina, scoprire che non c’é acqua, riscendere con il peso dei vasi dove dovranno posizionare i fiori, farsi a volte anche un chilometro o più, riempire i vasi, tornare, risalire (con mezza quantità di acqua che, nel  frattempo, é caduta), sistemare il tutto. Le preghiere le dovranno dire in silenzio perché sarà finito il fiato per poter orare ad alta voce.
Ma la cosa ancor più scandalosa e che spiega il perché l’intero Cimitero é privo di acqua dove dovrebbe essere é che chi si occupa della gestione dei servizi cimiteriali (il Comune?) non ha pagato le bollette all’Acea e la stessa società ha operato il distacco. Questo risulta, come da foto, dai cartelli messi e incollati al muro sopra le bocchette che dovrebbero erogare acqua ed invece… non rispondono… 
Con tutto quello che prendono alle famiglie che hanno i loro cari seppelliti là!
Metteteci anche il degrado più assoluto, con la sporcizia che impera sovrana e all’interno delle palazzine, nei corridoi d’accesso alle file di loculi, i pavimenti sono unti e possono provocare anche delle perdite di equilibrio e rovinose cadute.
Un altro punto molto negativo per il già tanto disastrato Comune di Roma.
E si parla tanto che la popolazione italiana é diventata la più vecchia d’Europa. In questa maniera sembra quasi che sia vietato morire perché nei giorni dell’anno in cui andrebbero omaggiati al meglio i nostri cari e messa nella condizione migliore la moltitudine di gente che li va a trovare, si fa di tutto per rendere la vita impossibile. Già dovrebbe essere sempre tutto a posto, figuriamoci in questi giorni di fine ottobre-inizio di novembre.
Meditate, gente, meditate. E soprattutto l’ennesimo grido rivolto a tutti i politici: basta, non ne possiamo più!