Pochi sanno dei dispetti tra gli astronauti il giorno dello sbarco sulla Luna

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Esattamente 50 anni fa Aldrin non fece nessuna foto ad Armstrong durante la prima passeggiata sul nostro satellite

di Giovanni Zucconi

Apollo 11 fu la missione spaziale che portò i primi uomini sulla Luna, gli astronauti statunitensi Neil Armstrong e Buzz Aldrin, il 20 luglio 1969 alle 20,17. Armstrong fu il primo a mettere piede sul suolo lunare, sei ore più tardi dell’allunaggio, il 21 luglio alle ore 02,56. In occasione della ricorrenza di questo epocale evento che ha cambiato la storia dell’umanità, il nostro giornale vi vuole raccontare alcuni passaggi di questo sbarco che sono rimasti inediti. Nulla di clamoroso, sia chiaro, ma l’analisi dei comportamenti che dimostrano come gli essere umani restano tali, con le loro emozioni, anche quando mettono piede su un altro pianeta a migliaia di km di distanza. E’ una storia strana, tanto per fare un esempio, è un pò come se al tuo matrimonio il fotografo avesse immortalato tutti meno che te. Ancora di più. E’ come se tu fossi stato il primo uomo a sbarcare sulla Luna, e non ci fosse nemmeno una foto a testimoniarlo. Antipatico, vero? Eppure è proprio quello che è successo all’americano Neil Armstrong, l’astronauta che si è conquistato un posto nei libri di storia per aver compiuto il primo passo sulla Luna. Ma la sua è una storia senza immagini. Nei libri troverete sicuramente una foto di Edwin Aldrin, il secondo astronauta a scendere sulla Luna. Troverete poi la foto dell’orma del primo passo, del LEM, del paesaggio lunare, della bandiera americana. Ma nessuna immagine di Armstrong. Tutto questo è successo perché a lui, fotografo ufficiale della missione, le foto doveva farle Aldrin, che invece non ne fece nemmeno una. Agli imbarazzati funzionari della NASA che gli contestarono questa mancanza, Aldrin rispose che era stata talmente grande l’emozione e così poco il tempo per fare tutto, che se ne era dimenticato. L’astronauta ammise solo una incolpevole distrazione, ma naturalmente nessuno gli credette. La verità è che c’èra una grande rivalità tra Armstrong ed Aldrin, accesa anche dalla disputa su chi dovesse  scendere per primo sulla Luna. Non era naturalmente una questione di poco conto. Le procedure consolidate nelle precedenti missioni, prevedevano che fosse il pilota ad uscire per le attività extraveicolari. Quindi si era inizialmente pensato che sarebbe stato proprio Aldrin il primo a mettere, per primo, il piede sulla Luna. Ma quando si fecero le prove di allunaggio nel simulatore del LEM, ci si rese subito conto che Aldrin, per uscire per primo, sarebbe dovuto passare sopra Armstrong per raggiungere il portellone d’uscita del modulo lunare. Tutto questo con l’ingombrante tuta spaziale.  Per questo fu deciso che il primo a scendere sarebbe stato proprio il comandante Armstrong, che aveva inoltre un’anzianità di servizio maggiore ed era un civile, al contrario del militare Aldrin, eravamo in piena guerra del Vietnam. Questa decisione Aldrin non l’accettò mai, e si vendicò proprio non scattando nessuna foto al suo comandante che era sceso prima di lui sulla Luna. L’unica foto di Armstrong che abbiamo a testimonianza della sua presenza sul nostro satellite, è una specie di autoscatto: è la sua immagine riflessa nel casco di Aldrin. Il terzo componente della missione, l’americano nato a Roma Michael Collins, scrisse nelle sue memorie: “Penso che Aldrin provi più risentimento per non essere stato il primo uomo sulla Luna, più di quanto apprezzi di essere stato il secondo”.