E’ ben noto a tutti che l’acido acetilsalicilico, ricavato dal mondo vegetale e poi sintetizzato in commercio, abbia indicazioni diverse a seconda della dose.
Si va da quelle ponderali minori ( 75-150 mg) utilizzate come antiaggreganti piastrinici (cardioaspirin) fino a quelle più alte (600 mg, aspirina) impiegate come antidolorifici, antinfiammatori, antifebbrili. La pianta, una ranuncolacea, che questa volta leggete nell’articolo che avete nelle mani, è la Pulsatilla vulgaris, un piccolo esemplare, un vegetale perenne, setoso, fragile che contiene un liquido giallo dal sapore bruciante ed i cui vapori molto irritano le mucose oculonasali. Applicate localmente le preparazioni di Pulsatilla determinano una notevole azione irritante. Il succo fresco, contenente la protoanemonina, provoca vesciche cutanee (Dermarque D. e coll. Pharmacologie e matiéremédicalehoméopatigue. Lion 1993).
E’ pertanto tossica. Nella somministrazione orale deve essere molto diluita. In fitoterapia è impiegata soprattutto negli spasmi dolorosi gastrointestinali e genitourinari per l’azione antispasmodica ed antinevralgica dovuta all’anemonina. Agisce a livello del sistema nervoso autonomo come simpaticomimetico: le pareti del colon, dell’intestino tenue, della vescica urinaria si rilasciano (cessano le contrazioni) mentre gli sfinteri si costringono (tendono alla chiusura). Nel sistema nervoso autonomo prevale il simpatico sul parasimpatico che ha effetti opposti (pur bilanciandosi a vicenda). L’azione analgesicaè sfruttata nella dismenorrea dell’apparato genitale femminile (utero, ovaie, tube). Risulta anche efficace nell’apparato genitourinario dell’uomo (orchite, epididimite, uretrite). Dell’intestino si è già detto.
Forme farmaceutiche e posologia (dosi molto basse): Pulsatilla vulgaris T.M. 20 gtt 2 volte al giorno; Tintura 20 gtt una sola volta al di (Leclerc).
Tossicologia: dosi elevate provocano gastroenteriti con vomito e diarrea; albuminuria ed ematuria. E’ controindicata in gravidanza. Negli animali da pascolo che le ingeriscono sono stati osservato aborti ed effetti teratogeni (Refit, OEMF. Milano 1994). Dobbiamo abbassare di moltissimo il dosaggio per entrare nel “mondo di Gulliver”, quello infinitesimale omeopatico, con preparazioni diluite e dinamizzate centesimali. Solo cosi scopriremo le migliori indicazioni che non riguardano più i singoli organi o apparati. Focalizzano l’intero organismo umano nel suo complesso, nell’aspetto psico-neuro-endocrino-immunologico (PNEI). Sia in fitoterapia che in omeopatia la Materia prima della pianta è costituita dalle parti aeree. Osserviamola con attenzione. I fiori, prima di schiudersi completamente, formano delle piccole campanule pendule che si agitano al minimo soffio d’aria. Per questo motivo, nel XVI sec., il famoso botanico Mattioli lo chiamò Puesatilla. Qual è il suo straordinario “simillimun” in omeopatia, prescritto, da due secoli con successi terapeutici, a centinaia di migliaia di persone dai medici omeopati occidentali? Incarna (alla stregua di una metamorfosi ovidiana) un essere dolce, vulnerabile, sempre indeciso, tenero, remissivo, gentile, piagnucoloso, in genere con gli occhi chiari e capelli biondi. Anche se vi è “l’uomo Pulsatilla” è assai più frequente nel sesso femminile (non femminista). Le campanelle violacee, assai belle, si agitano al minimo soffio di vento. “Le donne? Son come le piume al vento”. Vi ricordate il brano canoro? Non tutte le donne beninteso, non generalizziamo. Solo quelle che corrispondono al ritratto, della pianta.
E’ forse questo il “linguaggio dei fiori e delle cose mute” della poetica di Charles Bandelaire? Nell’infinitesimale risiede il segreto del muto linguaggio dei fiori e del mondo vegetale. Loro non parlano come noi. Pulsatilla vuole essere compresa, amata, ammirata, consolata quando è triste. <<E’ alla continua ricerca di consensi “mielosi”, di “coccole”, di compagnie che gli vogliono bene … i suoi sintomi variano come il suo umore, volubile, indeciso, ingenuo, timido, aggraziato, spesso superficiale … non porta mai rancore>>( Ercoli A. Tipologie omeopatiche attuali Tecniche Nuove Milano 1998; ristampato quattro volte). Tempi duri oggi per le giovani Pulsatille! Facile prede di un mondo aggressivo e violento.
Dobbiamo entrare nel cuore … nell’anima per capirla<<Buonanotte … buonanotte …. fiorellino … dall’alba al tramonto sei tutta un incanto>> (Franco De Gregori)
<<Sei tanto dolce da essere nociva ai diabetici! Che ti è successo farfallina? Chi ti ha fatto del male passerotto? Chi si è divertito a torturare un micetto dagli occhi cosi buoni, chiari, grandi e dolci?>> (Ercoli A. Opera citata). E’ solo la dose che fa il veleno (Paracelso). Da dosi tossiche si scende a quelle fitoterapiche e, ancor più in basso, a quelle omeopatiche. E’ questo un mondo (non solo vegetale ma anche animale minerale) inesplorato, sconosciuto. Nel “mondo di Gulliver” musica, canto, filosofia, botanica, mineralogia, poesia diventano realtà concrete. Incarnano un essere umano nella sua biologica diversità.
Aldo Ercoli






























































